
Tragedia a Torrevieja, località balneare spagnola. Ieri sera una donna svizzera ha ucciso il proprio figlio di 10 mesi ed ha tentato di suicidarsi. Lo ha affermato un portavoce della polizia spagnola, senza fornire maggiori dettagli.
Si sa solo che la donna, che era scomparsa dalla Svizzera il 24 dicembre scorso e che era ricercata per essere uscita illegalmente dal Paese con suo figlio, era stata arrestata ieri in Spagna, prima di essere trasferita all'ospedale di Torrevieja con suo figlio, che soffriva di una patologia grave. Proprio a causa delle cure di cui necessitava il figlio, i servizi sociali le avrebbero tolto la custodia del figlio, secondo El Pais.
Secondo la stampa spagnola, una volta in ospedale la donna ha chiesto di poter fare un bagno a suo figlio. E in quel momento gli avrebbe tagliato la gola con un coltello.
Il Ministero pubblico generale di Zurigo ha confermato la notizia diffusa dalla stampa spagnola, senza però fornire altri particolari e precisando che le circostanze del dramma rimangono ignote.
A Zurigo si è inoltre appreso che la donna, dopo aver ripetutamente avuto disaccordi con i medici, si era vista togliere agli inizi di dicembre la custodia del figlioletto, che necessitava di cure mediche e secondo le foto diffuse dalla polizia soffriva di idrocefalia.
Arrestata il 23 dicembre nel suo appartamento a Weislein, in Germania, a poca distanza da Sciaffusa, era stata portata con il figlioletto all'ospedale di Zurigo, da dove il giorno successivo era riuscita a fuggire.
La polizia zurighese aveva in seguito diffuso un avviso di ricerca e spiccato un mandato di arresto internazionale. Secondo la stampa spagnola, una donna ha avvisato ieri la polizia sostenendo di avere visto la madre con il bebè in un supermercato di Torrevieja, dove successivamente la guardia civile l'ha localizzata.
Nel corso della giornata si è infine appreso dagli inquirenti zurighesi che martedì è stato arrestato il nonno del bambino ucciso. Sospettato di aver aiutato la figlia a fuggire dalla Svizzera, l'uomo si trova in detenzione preventiva a Zurigo. Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono il favoreggiamento e la complicità in lesioni gravi.
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