
Molte persone non hanno ancora ricevuto la terza dose e già si inizia a parlare della quarta. Dati raccolti dal Governo inglese, citati in un tweet da Dominique de Quervain, neuroscenziato e professore universitario di Basilea, sembrerebbero infatti dimostrare che la protezione della terza dose contro Omicron cali del 50% a partire da 10 settimane dalla somministrazione. Tanto da spingere lo stesso scienziato a dirsi “c’è da sperare che la Svizzera pianifichi per tempo il prossimo richiamo”.
Non è il solo che comincia a porsi questo interrogativo, specie pensando che Israele ha già cominciato a somministrare il secondo “booster” da diverso tempo. Andreas Faller, consulente per questioni di politica sanitaria presso diversi enti e ospedali, intervistato da 20 Minuten, afferma che “la Svizzera non deve addormentarsi rispetto a una possibile quarta vaccinazione”, sostenendo che occorra pianificare tutti gli scenari per cui “è assolutamente essenziale che il governo federale pianifichi ora il prossimo ciclo vaccinale”. Il tutto, aggiungendo che “è sempre più facile cancellare una misura programmata che dover implementare una misura in breve tempo e senza preparazione. Lo si è visto già con il primo booster”.
Altri, come il professore di immunologia all’Università di Losanna Daniel Speiser, professano però cautela: “Non ha senso farsi prendere dal panico per un singolo studio”, sostiene nell’intervista al portale d’Oltralpe, dove aggiunge che l’obiettivo al momento dovrebbe essere completare il terzo ciclo vaccinale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

