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Il dato
Svizzera paradiso della lobby del tabacco
@ Fiorenzo Maffi
@ Fiorenzo Maffi
L'industria del tabacco ha un'influenza marcata sulla politica elvetica, ostacolando misure di salute pubblica e finanziando campagne elettorali. AT Svizzera chiede al Governo di ratificare la Convenzione dell'OMS, vietare la cooperazione con le aziende del settore e introdurre regole di trasparenza sulle sponsorizzazioni politiche.

La Svizzera resta tra i Paesi più permeabili al potere della lobby del tabacco. Nel Global Tobacco Industry Interference Index (GTI) 2025, che misura l’influenza dell’industria del tabacco e della nicotina sulla politica di 100 Stati, il Paese si colloca al 99° posto, con 96 punti su 100, un risultato che segnala un’ingerenza “marcata”. Solo un Paese ha ottenuto un punteggio peggiore. Lo evidenzia l’Associazione svizzera per la prevenzione del tabagismo (AT Svizzera), sottolineando come le multinazionali del settore continuino a interferire indisturbate nei processi decisionali. L’organizzazione denuncia anche la partecipazione del consigliere federale Ignazio Cassis a un congresso patrocinato da Japan Tobacco International (JTI), in apparente contrasto con la nuova legge sui prodotti del tabacco in vigore dall’ottobre 2024, che vieta sponsorizzazioni di attività federali da parte dell’industria.

Donazioni politiche e legami con il Parlamento

Il rapporto rivela inoltre che Philip Morris International ha finanziato nel 2023 le campagne elettorali di UDC e PLR con 35’000 franchi ciascuna. Secondo AT Svizzera, in nessun altro Paese europeo tale influenza è così ampiamente tollerata, anche a causa del fatto che la Confederazione non ha ancora ratificato la Convenzione quadro dell’OMS per la lotta al tabagismo (FCTC). In Parlamento, 30 deputati risulterebbero avere legami diretti o indiretti con l’industria del tabacco, alcuni dei quali membri di commissioni chiave come la CSSS e la CET.

Appello all’azione

Per la presidente di AT Svizzera, Laurence Fehlmann Rielle (PS), “l’industria del tabacco ha messo radici profonde nel nostro sistema politico”. L’associazione chiede al Governo di ratificare la Convenzione dell’OMS;  vietare ogni forma di cooperazione con le aziende del settore e introdurre regole di trasparenza vincolanti su sponsorizzazioni e donazioni politiche.