
Contrariamente a ciò che si dice, il Principato del Liechtenstein non è intervenuto per far iscrivere la Svizzera nella "lista grigia" fiscale dell'UE, ha affermato la sua ministra degli affari esteri Aurelia Frick in visita a Berna. "Smentisco" le informazioni apparse nella stampa, secondo le quali il Liechtenstein avrebbe avanzato la richiesta all'Unione europea a favore di una parità di trattamento con il Principato. "Non abbiamo il potere di esigere da Bruxelles di cambiare una tale lista ufficiale", ha dichiarato Frick, rispondendo ai media in seguito a un incontro di lavoro con il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis. Il Liechtenstein ha pieno interesse che la Svizzera stia bene, finanziariamente ed economicamente, ha aggiunto. Dello stesso parere si è mostrato Cassis, che non ha voluto commentare ulteriormente la questione. I due ministri hanno sottolineato a più riprese che la decisione di Bruxelles relativa alla "lista grigia" non è stata corretta. "Nessuno dei nostri Paesi vi dovrebbe figurare, abbiamo fatto i compiti", ha detto Frick. La Svizzera e il Principato hanno già espresso la volontà di sopprimere i regimi fiscali non conformi agli standard internazionali, ha ricordato il DFAE in un comunicato odierno. Cassis non ha voluto neppure commentare ulteriormente l'annuncio dell'UE sul riconoscimento dell'equivalenza della Borsa svizzera della sola durata di un anno e ha rimandato alla dichiarazione della presidente della Confederazione Doris Leuthard. Nell'incontro odierno si è tuttavia parlato anche delle relazioni dei due Paesi con l'UE e della Brexit. Cassis e Frick hanno pure sottolineato la particolare qualità delle relazioni tra la Svizzera e il Liechtenstein: si tratta di rapporti che esistono da oltre cento anni e che oggi contano più di cento accordi che disciplinano le relazioni bilaterali, quasi come "una coppia", ha detto il consigliere federale ticinese. Circa 10'000 persone si recano quotidianamente dalla Svizzera nel Principato per lavorare. Inversamente, circa 1800 frontalieri del Liechtenstein si spostano nella Confederazione.
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