
Il Ministero pubblico zurighese ha deciso di non dar seguito alla denuncia contro il manifesto che riportava l'immagine della bandiera svizzera trasformata in croce uncinata. Il manifesto gigante era stato affisso alle stazioni di Zurigo e Ginevra in vista della votazione sull'iniziativa dell'UDC per l'attuazione dell'espulsione dei delinquenti stranieri. Esso non rappresenta una violazione alla legge per la protezione degli stemmi pubblici, ha detto oggi all'ats il procuratore zurighese Markus Imholz. Secondo il procuratore, l'apertura di un procedimento sarebbe giustificato qualora i manifesti avessero rappresentato un "atto di dispregio" intenzionale verso la bandiera svizzera. L'intenzione dell'autore dei cartelloni, il pubblicitario Parvez Sheik Fareed, era al contrario quella di evitare che la croce svizzera si trasformasse in una svastica, ha aggiunto il procuratore. I manifesti che invitavano a bocciare l'iniziativa dell'UDC per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati sono apparsi sugli schermi elettronici delle stazioni di Zurigo e Ginevra. A causa delle numerose reazioni, le FFS avevano deciso di interromperne la pubblicazione quattro giorni prima del 28 febbraio.
Il manifesto, ricordiamo, era stato pure pubblicizzato dal presidente del Partito borghese democratico (PBD) Martin Landolt attraverso un tweet, che aveva ricevuto una pioggia di critiche, anche da parte del suo partito. A seguito di tale uscita, la collega vodese Christine Bussat aveva infatti lasciato i borghesi-democratici con effetto immediato.
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