Cerca e trova immobili
Svizzera
Svizzera: malgrado il "super franco" l'economia cresce
Redazione
15 anni fa
Un terzo della crescita delle esportazioni è infatti dovuto alla Cina ed altri paesi asiatici ed emerge

La congiuntura si mantiene solida, malgrado la forza del franco: è perlomeno quanto sostengono gli esperti, alla vigilia della pubblicazione dei dati ufficiali da parte della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Nel primo trimestre dell'anno il pil elvetico, secondo le previsioni, dovrebbe essere aumentato in una proporzione variante tra lo 0,5 e l'1%, dopo il +0,9% fatto segnare negli ultimi tre mesi del 2010. Sul finire del 2011 la fase espansiva potrebbe però accusare segnali di rallentamento. "La buona notizia - ha detto Bernard Lambert, economista presso la banca privata Pictet & Cie - è che le esportazioni sono ulteriormente aumentate", un fenomeno sorprendente, se si considera la robustezza del franco. La resistenza dell'economia elvetica "è quasi incredibile". Le contenute conseguenze del "super franco" sono da ricondurre al "mix" geografico dell'export, sempre più orientato verso l'Asia, dove la domanda di beni è molto dinamica. Negli ultimi dodici mesi un terzo della crescita delle esportazioni è infatti dovuto alla Cina ed altri paesi asiatici ed emergenti, ma la Confederazione ha anche potuto contare sulla Germania, principale partner commerciale della Svizzera, che dal punto di vista economico è in ottima salute. Un fattore molte importante, secondo Adrien Pichoud, esperto della banca Syz & Co, è costituto dalla domanda delle economie domestiche. In questo contesto il franco forte, dal profilo dei consumi interni, svolge un ruolo positivo. I cambi favorevoli hanno inoltre messo un freno al rialzo dei costi dell'energia e delle materie prime: basti pensare alla benzina, rincarata in misura molto più limitata rispetto ad altri paesi. Il clima economico, secondo Pichoud, è peraltro favorito dalla disoccupazione in calo e dalla bassa inflazione. Tra gli esperti interrogati il meno ottimista è David Meier, della banca Julius Bär, che calcola nel periodo in esame una progressione del pil dello 0,5% e che interpreta il calo rispetto allo 0,9% del trimestre precedente come un primo segnale di rallentamento dovuto proprio alla forza della moneta elvetica. Anche gli altri economisti prevedono un raffreddamento economico, ma solo nei prossimi mesi, la cui causa è però da ricercare non solo nel "super franco", ma anche nel rallentamento della congiuntura globale. Sui consumi interni, affermano, potrebbe inoltre influire un eventuale aumento dei tassi di riferimento da parte della Banca nazionale svizzera.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata