
I due ostaggi svizzeri rientreranno in patria la settimana prossima. Lo ha assicurato oggi il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, recatosi ieri in Libia dove si è scusato pubblicamente per l'arresto nel luglio 2008 a Ginevra di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar, e di sua moglie. Merz ha detto che il viaggio è stato preparato per oltre un mese e tenuto segreto in quanto il tema era "delicato". Il Consiglio federale ne era al corrente, sebbene il tenore dell'accordo firmato a Tripoli non sia stato sottoposto al governo, ha aggiunto Merz. Egli ha invitato il Cantone di Ginevra - critico nei suoi confronti - a "collaborare", altrimenti tutto si bloccherebbe ulteriormente. Il presidente della Confederazione ha detto d'essersi convinto della necessità di agire in quanto la situazione era di "blocco totale" da oltre un mese. Per Ginevra - ha proseguito Merz - l'agire nei confronti Hannibal Gheddafi e di sua moglie è stato corretto. Per la Libia, invece, il comportamento delle autorità ginevrine "viola i diritti umani". Le scuse - ha sottolineato Merz - erano la conditio sine qua non per sbloccare la situazione e riportare a casa i due cittadini svizzeri trattenuti dalle autorità libiche. "La ministra degli esteri Calmy-Rey era al corrente di ciò che avrei fatto a Tripoli per uscire da questo vicolo cieco. Del resto - ha aggiunto il presidente - Micheline Calmy-Rey si era recata in Libia senza ottenere risultati". "Questa - ha ripetuto - era l'unica via praticabile". Alla domanda come mai il presidente della Confederazione sia rientrato in Svizzera senza gli ostaggi, Merz ha risposto dicendosi convinto che i due cittadini elvetici rientreranno in Svizzera la settimana prossima, in ogni caso entro il primo settembre come promesso dal primo ministro libico. "Si tratta di liquidare ancora alcune formalità", ha aggiunto Merz, precisando che i libici gli hanno promesso oralmente che i due svizzeri saranno rilasciati nei prossimi giorni. Hans-Rudolf Merz ha aggiunto di assumersi la piena responsabilità di questa "sua" iniziativa. Se i due Svizzeri non saranno rilasciati - ha sottolineato - ritornerò in Libia. Se alla fine - ha affermato rispondendo a una domanda - non riuscirò nel mio intento, allora "avrò perso la faccia". Governo ginevrino ribadisce fiducia in giustizia Anche il Consiglio di Stato ginevrino si è espresso in merito al caso Hannibal Gheddafi. In un comunicato, il governo ribadisce la sua fiducia nella giustizia ginevrina, che ha agito "nel pieno rispetto del nostro diritto", e nella polizia che ha eseguito gli ordini. L'esecutivo ginevrino esprime inoltre preoccupazione riguardo alla clausola dell'accordo concluso con la Libia "che affida ad un tribunale arbitrale straniero il diritto di designare i 'colpevoli' in seno alle autorità e alla polizia ginevrine". Il Consiglio di Stato annuncia di aver l'intenzione di resistere a "qualsiasi azione che non sia rigorosamente conforme alle libertà individuali garantite dalla Costituzione ginevrina". Il governo del cantone lemanico si è rivolto alla Conferenza dei governi cantonali per sollecitare il sostegno degli altri cantoni. Nella procedura in corso la Confederazione, "senza dapprima informarne il Cantone, lascia quest'ultimo da solo di fronte alle future decisioni di un tribunale arbitrale straniero". ATS
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