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Svizzera
Svizzera impreparata contro i terroristi
Svizzera impreparata contro i terroristi
Svizzera impreparata contro i terroristi
Redazione
9 anni fa
Durante un esercitazione anti-terrorismo sono venute alla luce diverse esitazioni ed incertezze

La Svizzera non sarebbe adeguatamente preparata in caso di un attacco terroristico. Questo sarebbe quanto emerso da una grande esercitazione nazionale anti-terrorismo svoltasi circa cinque settimane fa. A riportarlo sono il Tages-Anzeiger e Der Bund, che riferiscono oggi della vicenda basandosi su fonti anonime.

L’esercitazione però non aveva come obiettivo quello di testare la prontezza delle forze dell’ordine, ma bensì quella del Consiglio federale, del canton Ginevra, dei dipartimenti e degli organi di crisi, che avrebbero dovuto reagire come se la Svizzera fosse davvero sotto attacco.

Un’esercitazione che si sarebbe rivelata "un grande successo" secondo il vicecancelliere André Simonazzi, che avrebbe rivelato lacune e portato alla luce degli aspetti positivi.

Più negative sarebbero invece le fonti dei due giornali, che riportano che vi siano state fin troppe panne. L’esercitazione, iniziata alle 7 del mattino del 16 novembre e proseguita ininterrottamente per 30 ore, avrebbe infatti mostrato parecchi intoppi a livello di coordinamento. Complice anche il fatto che il Consiglio Federale fosse alle prese con il proprio “vero” lavoro, non si è rivelato facile coordinarne i membri. La prima comunicazione ufficiale sarebbe giunta svariate ore dopo l’inizio della fittizia crisi, dove in un fantomatico attentato suicida avrebbero perso la vita 23 persone, e sarebbero scattate le sirene di allarme per timore di fughe radioattive a Mühleberg. La presidente della Confederazione Doris Leuthard, durante una finta conferenza stampa, sarebbe stata informata erroneamente dai suoi collaboratori e avrebbe riferito un numero troppo elevato di vittime.

A rallentare il salvataggio dei finti ostaggi all'Onu a Berna sarebbe stato invece un inghippo burocratico: i corpi speciali della polizia ginevrina non sapevano se fosse loro concesso di assaltare i locali dove si nascondevano i terroristi, dal momento che i contratti conferiscono alle Nazioni Unite l’extraterritorialità, in teoria anche in caso di vita o di morte. Il segretario generale del Dipartimento di giustizia, Matthias Ramsauer, ha infine deciso che la polizia sarebbe dovuta intervenire qualora si fosse presentata un’occasione favorevole. Ma alla fine dell’esercizio gli ostaggi si trovavano ancora in balia dei terroristi.

Un meccanismo oliato non troppo bene quello apparso durante questa esercitazione: una problematica che al giorno d’oggi si potrebbe rivelare cruciale. Il Consiglio Federale discuterà della tematica nel mese di aprile.

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