
La popolazione svizzera è soddisfatta del sistema sanitario elvetico e lo valuta generalmente come positivo. Ciò nonostante vi sono ancora alcuni punti critici, ad esempio l'eccessivo numero di analisi mediche superflue e l'insufficiente collaborazione tra i dottori di base e gli specialisti. È quanto emerge dal sondaggio demoscopico "International Health Policy Survey 2013", condotto in 11 Paesi sotto il patrocinio del Commonwealth Fund, i cui risultati sono stati resi noti oggi dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). La maggioranza degli interpellati (in Svizzera) considera il proprio stato di salute da buono a eccellente e il 54% ritiene che il sistema sanitario svizzero funzioni bene e che necessiti solo di piccole modifiche. Nel confronto internazionale per questo aspetto la Svizzera figura al secondo posto, superata solo dalla Gran Bretagna, con il 61%. Anche l'accesso alle prestazioni mediche è valutato molto positivamente: per quanto concerne i tempi d'attesa per un trattamento ospedaliero, ad esempio, la Svizzera è seconda solo alla Germania. Tra le critiche rivolte al sistema sanitario elvetico vi è in particolare l'eccessiva quantità di analisi mediche superflue. Il 19% delle persone intervistate ha la sensazione che, dal 2011 ad oggi, il medico di base abbia prescritto loro controlli inutili. In questo settore, la Svizzera si ritrova al primo posto. I pazienti sono anche piuttosto critici per quanto riguarda le spiegazioni ricevute dal medico di famiglia: l'87% si dice soddisfatto, mentre nel 2010 lo era il 94%. Nel confronto internazionale la Svizzera scivola quindi dal primo al nono posto. L'indagine viene condotta ogni tre anni per conto del Commonwealth Fund tra la popolazione d'età superiore ai 18 anni di 11 Paesi . In Svizzera sono state interpellate 1500 persone. Gli altri paesi considerati sono Australia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Stati Uniti e Svezia.
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