
Svizzera e Germania hanno trovato una soluzione nella vertenza fiscale: in futuro, le banche elvetiche preleveranno un'imposta liberatoria (imposta alla fonte) del 26% sui redditi dei capitali dei cittadini tedeschi. Per i patrimoni in gestione da numerosi anni, le banche svizzere verseranno un risarcimento forfettario di due miliardi di franchi. Berna e Berlino hanno parafato oggi un accordo in questo senso.Nel corso dei negoziati, entrambe le parti si sono accordate su un'aliquota del 26%, come anticipato da vari organi d'informazione. Sui redditi da capitale la Germania applica un tasso del 25%. In futuro, evasori fiscali tedeschi non risparmieranno dunque più depositando i loro capitali in Svizzera, ma resteranno comunque anonimi.I capitali in nero che da anni sono depositati su conti in Svizzera dovrebbero essere regolarizzati attraverso un versamento una tantum alla Germania di un'imposta liberatoria. A seconda del genere e della provenienza del reddito, l'aliquota fiscale oscillerà tra il 19 e il 39 percento. Oltre a ciò, le banche dovranno anticipare, a titolo di risarcimento, un importo forfettario di due miliardi di franchi.ATS
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