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Politica
Svizzera ed Ue più vicine su politica estera e sicurezza
Ats
4 ore fa
Il consigliere federale Ignazio Cassis e l'Alta rappresentante dell'UE per gli affari esteri Kaja Kallas hanno firmato una dichiarazione congiunta per rafforzare la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza

Il consigliere federale Ignazio Cassis e l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas hanno firmato questa sera a Zurigo una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza. È previsto un dialogo regolare. L'accordo non fa però parte del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III), ha indicato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato. Il capo del DFAE e il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), hanno incontrato Kaja Kallas all'Università di Zurigo, dove 80 anni fa l'allora primo ministro britannico Winston Churchill lanciò un appello per un'Europa unita.

Un appello in favore del diritto internazionale

Nel suo discorso all'Università di Zurigo, Kallas ha esortato i Paesi europei a impegnarsi a favore di un ordine mondiale basato sulle regole e sul diritto internazionale. In caso contrario si rischiano ancora più crisi e guerre. «L'ordine basato sulle regole si sta visibilmente sgretolando», ha affermato la responsabile della politica estera dell'UE. Questo sviluppo è destinato a portare ulteriori crisi e guerre. Davanti all'Università, un manipolo di manifestati ha protestato contro la posizione dell'Ue nel conflitto di Gaza. L'Europa è molto legata al vecchio ordine basato su regole e deve ora decidere se continuare a permettere questa spirale discendente o se difendere i valori comuni e il diritto internazionale, ha detto Kaja Kallas.

«È l'ora delle decisioni»

«Le guerre sono facili da iniziare, ma difficili da finire», ha sottolineato Kallas. «Nessuno sa che cosa succederà», ha aggiunto ricordando che attualmente sono in corso conflitti «nel Sudan, in Ucraina e nel Medio Oriente: ogni giorno sentiamo di nuovi Paesi» interessati da attività belliche. «Stiamo tentando di lavorare su una pista diplomatica«, conclude. Per l'Ue, è arrivato il «tempo delle decisioni». Secondo l'ex prima ministra estone, «ci troviamo di fronte a un'opportunità. L'Europa può salire sulla scena mondiale unita e forte, oppure rassegnarsi a restare ai margini. Le nostre illusioni sono svanite».«Dobbiamo permettere - ha proseguito - che la spirale discendente in corso si consolidi e si cementi? Con conseguenze prevedibili per l'Europa e il mondo? Oppure dobbiamo lanciare l'appello a guidare la difesa dei valori, della legge, insieme ad altri? Cari concittadini europei, potremmo sentirci scoraggiati e impotenti per gran parte di ciò che sta accadendo intorno a noi, ma ora è il momento di decidere».