
Svizzera e Italia hanno avviato un dialogo su alcune questioni fiscali, con particolare attenzione ai temi legati ai lavoratori frontalieri e all'applicazione degli accordi esistenti. Un incontro tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro italiano Giancarlo Giorgetti è previsto a Roma entro la fine di giugno, fa sapere il Dipartimento federale delle finanze in una nota.
L'accordo sui frontalieri al centro dell'incontro
L'iniziativa, si legge, si inserisce nel quadro della consolidata collaborazione bilaterale e del monitoraggio periodico dei principali dossier comuni. L'obiettivo è quindi fare il punto sul lavoro svolto e definire i prossimi passi. Tra i temi all'attenzione figurano alcuni aspetti applicativi legati all'Accordo sui frontalieri del 2020 e altre questioni connesse, con possibile impatto sulle aree di confine. Il dialogo, sottolinea la nota, «si iscrive all'interno di un percorso ispirato alla comune volontà di individuare, in uno spirito amichevole e costruttivo, soluzioni condivise su questioni di natura interpretativa e applicativa emerse nel tempo, con l'obiettivo di consolidare ulteriormente le relazioni bilaterali».
Tassa sulla salute, le richieste del Ticino a Berna
Come noto, il Governo ticinese ha chiesto alla Confederazione di intervenire nei confronti dell'Italia sulla cosiddetta «tassa sulla salute» destinata ai vecchi frontalieri (la misura non è ancora entrata in vigore poiché manca il decreto attuativo, ma ha già fatto parecchio discutere). Secondo una perizia giuridica commissionata dal Consiglio di Stato al professor Pascal Hinny, il contributo sanitario previsto dalla normativa italiana avrebbe natura fiscale e potrebbe quindi risultare incompatibile con gli accordi vigenti tra Svizzera e Italia. Alla luce di queste conclusioni, il Ticino ha sollecitato Berna affinché difenda la posizione svizzera nei confronti di Roma e chiarisca le conseguenze dell'eventuale introduzione del contributo.
L'ipotesi di bloccare i ristorni
Tra le opzioni discusse in Ticino vi è anche la sospensione totale o parziale dei ristorni fiscali versati all'Italia, ossia la quota delle imposte alla fonte dei frontalieri che la Svizzera trasferisce ai Comuni italiani di confine. Una possibilità evocata come misura di pressione nel caso in cui la tassa sanitaria dovesse essere applicata. Una decisione sui ristorni da parte dell'Esecutivo cantonale è attesa entro fine mese.
Il Consiglio federale ha però ribadito che una deduzione o un blocco dei ristorni legato alla tassa sulla salute sarebbe contrario agli accordi internazionali sottoscritti tra Berna e Roma. Secondo il Governo federale, eventuali contestazioni devono essere affrontate attraverso il dialogo diplomatico e gli strumenti previsti dagli accordi bilaterali. Anche per questo motivo cresce l'attesa per l'incontro previsto a Roma entro la fine del mese.

