
La Svizzera blocca gli averi dell'ex presidente yemenita Ali Abdulla Saleh e quelli di due comandanti militari. Con un'ordinanza messa in vigore oggi il Consiglio federale ha così adottato le sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in risposta ai problemi politici, economici, umanitari e di sicurezza che colpiscono lo Yemen dalla rivoluzione di gennaio 2011. Sempre oggi il Consiglio federale ha prorogato la sospensione di alcune sanzioni contro l’Iran, in seguito agli sviluppi dei negoziati di Ginevra sul nucleare e alla proroga dell'accordo provvisorio sancita dalle parti negoziali. Le misure contro le personalità yemenite comprendono anche un divieto di ingresso o di transito per le persone che sostengono atti che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità in Yemen, precisa la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Dal gennaio 2011, lo Yemen è stato teatro di manifestazioni e violenti scontri per allontanare il presidente in carica da 32 anni, Ali Abdullah Saleh, ed instaurare un regime democratico. I morti sono stati centinaia. Durante questo conflitto, la presenza di Al-Qaida nella penisola arabica si è fortemente intensificata in alcune aree dello Yemen alla frontiera con l'Arabia Saudita, sfuggendo così al controllo del governo. La sospensione di alcune sanzioni contro l'Iran riguarda il divieto di commercio dei metalli preziosi e l'obbligo di dichiarazione per il commercio di prodotti petrolchimici iraniani. Con la proroga di tali sanzioni il Consiglio federale garantisce la coerenza delle misure della Svizzera con quelle dell'UE in questi settori, sottolinea la SECO. La maggior parte delle sanzioni internazionali contro l'Iran, comprese le misure decise dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, rimane in vigore.
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