
Nel 2019 l’immigrazione in Svizzera è rimasta stabile rispetto al 2018 (+ 0,3%). Il saldo migratorio degli stranieri si è attestato attorno alle 55 000 persone, situandosi anch’esso a un livello analogo a quello del 2018 (+ 0,5%). L'ha comunicato oggi la Segreteria della Migrazione.
L’immigrazione di cittadini di Stati membri dell’UE e dell’AELS è aumentata dell’1,3 per cento, quella di persone provenienti da altri Stati (Stati terzi) è invece diminuita dell’1,8 per cento. In totale il dicembre 2019 vivevano in Svizzera 2 111 412 stranieri, di cui 323 683 Italiani, 309 388 Tedeschi, 262 926 Portoghesi, 139 646 Francesi e 113 800 Kosovari.
Aumento immigrazione dall'UE: effetto Romania e Bulgaria
Il saldo migratorio nella popolazione residente permanente è stato pari a 55 017 persone, il che rappresenta un aumento di 254 persone (+ 0,5%) rispetto alla fine di dicembre 2018. Per i cittadini di Stati membri dell’UE e dell’AELS, il saldo migratorio si è attestato a 31 965 persone (+ 1085, + 3,5%). L’aumento è dovuto in primo luogo ai permessi rilasciati a lavoratori cittadini di Romania e Bulgaria, che dal 1° giugno 2019 beneficiano della libera circolazione completa delle persone. Il saldo migratorio dei cittadini di Stati terzi è diminuito del 3,5 per cento.
Il lavoro il primo motivo d'immigrazione
Il principale motivo d’immigrazione, sia per i soggiorni brevi che per quelli durevoli, rimane l’esercizio di un’attività lucrativa, la quale è all’origine di quasi il 78 per cento della migrazione in provenienza dagli Stati membri dell’UE e dell’AELS, nello specifico: il 23 per cento per attività nel settore della consulenza e dell’informatica, il 22 per cento nella ristorazione e nel settore alberghiero e il 15 per cento nell’industria e nell’edilizia. Il numero di lavoratori è aumentato dell’1,9 per cento rispetto alla fine di dicembre 2018.
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