
La Svizzera figura al quattordicesimo posto della classifica mondiale per le esportazioni di materiale militare nel periodo 2011-15, perdendo una posizione rispetto alla graduatoria stilata tra il 2006 e il 2010. A livello europeo, la Svizzera si trova invece all'ottavo rango. Il volume delle sue esportazioni è diminuito del 5% negli ultimi quattro anni, ma le forniture sono nettamente tornate a salire nel 2014 e nel 2015. Lo indica oggi l'Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (SIPRI), che ha pubblicato il proprio rapporto sul mercato mondiale degli armamenti. Secondo Sam Perlo-Freeman, ricercatore del SIPRI interpellato dall'ats, la politica di neutralità non ha influenzato le esportazioni della Confederazione, particolarmente cresciute verso paesi quali l'Arabia Saudita, il Qatar, la Germania e l'India. Il principale beneficiario in materia di sfruttamento della tecnologia svizzera è la Cina, con il 20% del volume totale, davanti agli Stati Uniti (19%, in leggero calo) e all'Arabia Saudita (14%). Il 55% delle esportazioni negli scorsi cinque anni ha riguardato sistemi di simulazione aerea e apparecchiature di esercitazione della ditta Pilatus. Al secondo posto, col 13%, figurano prodotti legati alla difesa contraerea quali Skyshield e Skyguard, mentre al terzo vi è la vendita di veicoli militari (10%). La Segreteria di Stato dell'economia comunicherà domani le cifre relative al 2015 per l'esportazione di materiale bellico fabbricato in Svizzera.
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