
A partire da luglio le circa 150 filiali di Charles Vögele parleranno italiano, diventando di fatto negozi della catena italiana OVS. L’acquisizione, avvenuta lo scorso autunno, ha portato al taglio di 240 posti di lavoro, soprattutto nella logistica. Ma il peggio, secondo il CEO Stefano Beraldo, è ormai passato e ora è previsto solo qualche piccolo aggiustamento. Anzi, Beraldo conta di creare da 150 a 200 nuovi impieghi.
In un’intervista rilasciata al Blick, Beraldo ha commentato positivamente l’apertura dei primi cinque negozi pilota in Svizzera. “Ogni negozio ha venduto il doppio di vestiti rispetto a Charles Vögele”. Un successo dovuto, spiega ancora il CEO, alla ventata di modernità portata dal gruppo OVS: “Entrare nel negozio Vögele di Zurigo è come entrare in una chiesa, scura e senza musica. Nei nuovi negozi OVS l’esperienza sarà totalmente diversa”.
A causa della concorrenza online “in cinque anni rimarranno solo dieci catene e io voglio essere fra queste", ha spiegato Beraldo. “L’Italia ha un diverso gusto per la moda. Non migliore ma diverso. E la Svizzera può imparare molto - ha concluso - Se non avessimo acquisito Charles Vögele, sarebbe stata bancarotta. Basti pensare ai costi legati alla logistica: per la spedizione nelle filiali Vögele pagava 1, 60 a capo, non 60 centesimi”.
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