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Svizzera
Sulla Luna 50 anni fa sbarcò anche un po’ di Ticino
Sulla Luna 50 anni fa sbarcò anche un po’ di Ticino
Sulla Luna 50 anni fa sbarcò anche un po’ di Ticino
Redazione
7 anni fa
Il fondatore di SwissApollo Lukas Viglietti: "Il contributo tecnologico della Confederazione è stato rilevante"

20 luglio 1969, una data che ha cambiato per sempre il mondo e la sua percezione. Quel giorno, l’Apollo 11 toccò il suolo lunare. A bordo c’erano gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, i primi due uomini che misero piede sulla Luna. Lo sbarco sul satellite della Terra fece la storia, a prendersene tutti i meriti furono gli Stati Uniti, il primo paese ad avere "conquistato" la Luna. Tuttavia, anche se pochi lo sanno, quel giorno, sulla Luna, sbarcò anche un po’ di Svizzera e di Ticino.

Per capire meglio il ruolo della Confederazione in quell’impresa titanica, ne abbiamo parlato con Lukas Viglietti, Capitano di Swiss International Air Lines e fondatore di SwissApollo, azienda che ha lo scopo di fare conoscere l’importanza pioneristica del programma Apollo e il contributo della Svizzera.

Quel giorno, sulla Luna, sbarcò anche un po’ di Ticino…È proprio così, alcuni filtri utilizzati per l’Apollo 11 sono stati prodotti da un’impresa di Losone. Inoltre, al programma spaziale partecipò anche Walter Schirra junior, il comandante di Apollo 7 (missione precedente all’Apollo 11) il cui padre era nato in Ticino, in valle Onsernone.

Qual è stato il ruolo del nostro paese nella missione spaziale Apollo 11?Il ruolo della Svizzera è stato fondamentale. Abbiamo fornito alla missione molti strumenti, tra cui orologi Omega, gli obiettivi delle telecamere, il velcro, alcuni teodoliti (strumenti ottici di precisione per la misurazione delle distanze) e alcune componenti dei concentratori di ossigeno degli astronauti. Inoltre, il Solar Wind Composition Experiment (SWC), strumento per verificare l’esistenza del vento sulla Luna, è stato progettato all’Università di Berna dal professor Johannes Geiss.

Si può quindi dire che la prima bandiera dispiegata sulla Luna è stata Svizzera?In qualche modo sì. Benché sarebbe riduttivo definire il Solar Wind Composition Experiment (SWC) una bandiera, bisogna dire che gli somigliava molto. Infatti, lo strumento era dotato di una specie bandiera di alluminio per catturare le particelle che compongono il vento solare e fu posato nel terreno lunare prima della bandiera americana.

Parlando di tecnologia, quella utilizzata all’epoca non ha nulla a che vedere con gli strumenti disponibili nel 2019…La tecnologia evolve a passi da giganti e negli ultimi 50 anni c’è stata una vera e propria rivoluzione. Se compariamo i mezzi di oggi con quelli a disposizione della missione Apollo, fa davvero strano pensare che si sia arrivati sulla Luna con un dispositivo molto meno potente di un comune smartphone del giorno d’oggi. Tuttavia, è importante considerare che nel 1969 andare sulla Luna è stata un’impresa titanica, simile a quella di Cristoforo Colombo che attraversò l’oceano Atlantico con una caravella.

Come immagina il mondo tra 50 anni dal punto di vista dei progressi astronomici?Immagino che presto avremo una base spaziale sulla Luna. A livello economico costerebbe molto meno rispetto a quella in orbita attorno alla Terra, la cui manutenzione è carissima. Inoltre sono convinto che nei prossimi decenni arriveremo anche su Marte. Dal punto di vista scientifico sarebbe importantissimo, perché riusciremmo probabilmente a capire come salvare la Terra, impedendo che faccia la stessa fine del Pianeta rosso.

Oggi è il cinquantenario dello sbarco dulla Luna. Cosa significa questo anniversario per l'umanità?Significa ricordare un evento pionieristico che è stato reso possibile solo grazie al coraggio e alla collaborazione di moltissime persone. Nel 1969 si credeva molto nel futuro e i giovani erano ispirati a fare grandi cose. Oggi purtroppo mi sembra che questo genere di ambizioni siano sempre più rare.

Quello che cerco di trasmettere con SwissApollo, soprattutto ai giovani, è l’importanza di avere delle ambizioni, anche apparentemente irraggiungibili. D’altronde, né Armstrong né Aldrin, all’inizio della loro carriera, avrebbero mai pensato che un giorno avrebbero lasciato le loro impronte sulla Luna.

ps

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