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Berna
Sul tavolo del Nazionale centrali nucleari, AVS e il divieto del foie gras
© Archivio
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Ats
3 ore fa
Riprendono oggi pomeriggio a Palazzo federale i lavori della Camera bassa del Parlamento, che riguarderanno tre temi importanti

Riprendono oggi pomeriggio i lavori parlamentari, col Consiglio nazionale che sarà impegnato oggi (fino alle 21.45) e domani mattina con l'iniziativa popolare «Stop al blackout» con cui s'intende consentire la costruzione di nuove centrali atomiche. A questa iniziativa è stato contrapposto un controprogetto indiretto, già approvato nel marzo scorso dagli Stati, che apre al nucleare, malgrado il divieto introdotto dopo la catastrofe di Fukushima. Ad ogni modo, già al momento della presentazione del controprogetto indiretto da parte del Consiglio federale, gli ambienti ecologisti - cui dovrebbero aggiungersi PS e Verdi - hanno minacciato il referendum.

Quanto all'iniziativa, quest'ultima è stata respinta dai «senatori» per 33 voti contro 8 e una astensione. Un voto che dovrebbe essere seguito anche dalla Camera del popolo.

Il progetto governativo

In seguito all'incidente nucleare di Fukushima nel 2011, la Svizzera ha deciso di abbandonare progressivamente l'energia atomica; nel 2017, la popolazione ha votato a favore di questa strategia e per vietare l'edificazione di nuove centrali.

L'iniziativa popolare federale «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» chiede di rivedere tale divieto, anche se nella proposta di modifica costituzionale gli impianti nucleari non sono esplicitamente menzionati. L'iniziativa prevede in primo luogo che l'energia elettrica venga prodotta nel rispetto dell'ambiente e del clima. Pertanto, sarebbero ammissibili tutti i tipi di produzione di energia elettrica rispettosi dell'ambiente.

Nella modifica costituzionale - lanciata dal Club Energia Svizzera, un'alleanza di ambienti borghesi - il Consiglio federale intravvede però l'eventuale revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari, un punto ritenuto fondamentale per l'Esecutivo, il quale intende mantenere aperte tutte le opzioni per l'approvvigionamento energetico dei prossimi anni. Poiché a tale proposito non sarebbe necessaria alcuna modifica costituzionale, il Governo propone invece un adeguamento della legge federale sull'energia nucleare sotto forma di controprogetto indiretto.

In marzo alla camera dei Cantoni, UDC, Centro e PLR, con qualche defezione, hanno fatto quadrato attorno alla proposta del Governo di abrogare l'attuale divieto iscritto all'articolo 12a della Legge sull'energia nucleare. Per la maggioranza, la svolta energetica in vista della totale decarbonizzazione entro il 2050, non permetterà di sostituire il bisogno crescente di corrente (basti pensare all'intelligenza artificiale, è stato detto in aula) a prezzi convenienti, come il nucleare.

Sul tavolo la 13.esima AVS

Due i temi sensibili in agenda al Consiglio degli Stati. Il primo riguarda, a livello di divergenze, il finanziamento della 13esima AVS. La settimana scorsa, il Consiglio nazionale ha ribadito - anche se di strettissima misura - di voler ricorrere solo ad un aumento dell'Iva. Rimane quindi questa importante divergenza con gli Stati, che propendono invece per un finanziamento misto (IVA e contributi salariali).

Per la Camera del popolo le finanze dell'AVS vanno risanate nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. La decisione della settimana scorsa è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L'aumento dell'IVA è infatti limitato al 2033 (e non più fino alla fine del 2030 come previsto inizialmente, allo scopo di concedere più tempo per l'elaborazione della prevista riforma dell'AVS).

Altra novità rispetto a quanto approvato in prima lettura al Nazionale: l'aumento dell'IVA sarà di 0,5 punti percentuali (all'8,6%), anziché di 0,7. L'aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrà da parte sua invariata al 2,6% (in prima lettura il Nazionale aveva proposto un aumento di 0,2 punti).

Il divieto del foie gras

Il Consiglio degli Stati dovrebbe in seguito respingere, al pari del Nazionale, l'iniziativa popolare che vuole vietare nella Costituzione l'importazione di foie gras a favore di un controprogetto. Quest'ultimo prevede di conferire al Consiglio federale la possibilità di adottare misure legate al benessere degli animali e ai metodi di produzione, mediante precisazioni nell'etichettatura di questi prodotti.

La proposta di modifica costituzionale «Sì al divieto di importazione di foie gras (Iniziativa foie gras)» è stata lanciata nel giugno 2022 da Alliance Animale Suisse. Al momento della consegna delle firme, avvenuta alla fine di dicembre 2023, l'associazione ha denunciato un'evidente incoerenza: la Svizzera importa ogni anno circa 200 tonnellate di questi prodotti, nonostante l'ingozzamento di oche e anatre sia considerato una pratica crudele e vietata nella Confederazione da oltre quarant'anni.

Per non dettare ai cittadini cosa mettere nel piatto e per rispettare gli impegni internazionali della Svizzera, il Consiglio federale ha respinto l'iniziativa ma ha proposto una modifica di ordinanza che introduce un obbligo di dichiarazione per i prodotti ottenuti con l'alimentazione forzata.

Nel controprogetto elaborato dalla commissione preparatoria del Nazionale, e emendato in alcuni punti da quella degli Stati, si propone di iscrivere questo obbligo di etichettatura nella legge. La modifica della Legge federale sulla protezione degli animali prevede anche misure supplementari per limitare le importazioni se, dopo cinque anni dalla sua entrata in vigore, le quantità importate a fini commerciali non saranno diminuite