
La sinistra vuole esercitare fino in fondo il suo ruolo di arbitro nella corsa alla successione di Pascal Couchepin in governo. Il PS e i Verdi si rifiutano per ora di dire a chi daranno i loro voti il 16 settembre: se a Didier Burkhalter, il candidato del PLR che più loro aggrada, o a Urs Schwaller, il probabile candidato del PPD. Una cosa sola è per il momento chiara: il ginevrino Christian Lüscher, scelto ieri a sorpresa dal PLR per il ticket a due insieme al neocastellano Burkhalter, "non ha l'ombra di una possibilità nel PS", per dirla con le parole della capogruppo parlamentare socialista Ursula Wyss. I Verdi, che ieri hanno rinunciato a lanciare un loro candidato giudicando il momento poco opportuno, non sono più teneri verso Christian Lüscher: "È a centinaia di chilometri dalle nostre preoccupazioni", ha dichiarato all'ATS il presidente del partito Ueli Leuenberger, pur precisando di parlare a titolo personale. Interpellato sulle preferenze tra Burkhalter e il friburghese Urs Schwaller, Leuenberger non si esprime: "Analizzeremo quel che i candidati hanno da offrire in favore del 'green new deal'". I Verdi come il PS faranno sapere la loro scelta solo dopo aver interrogato i candidati. Gli ecologisti dovrebbero farlo l'8 settembre, mentre i socialisti aspetteranno la vigilia dell'elezione, ossia il 15 settembre. Per Caspar Baader, capogruppo UDC, la scelta di un ticket a due da parte dei liberali radicali non è altro che una manovra tattica: "Ho l'impressione che la volontà del PLR sia quella di far entrare Didier Burkhalter nel Consiglio federale". Secondo Baader, la designazione di Lüscher, ben posizionato a destra, è stata "una concessione all'UDC". Agli occhi di alcuni esponenti democentristi, infatti, il ginevrino è il solo eleggibile fra i due liberali-radicali. Baader non dà comunque troppa importanza ai nomi usciti dalla riunione del gruppo PLR: "Posso benissimo immaginare che all'improvviso tutti i pretendenti si dichiarino di nuovo disponibili, compreso Fulvio Pelli". L'UDC continua a riservarsi "la possibilità di lanciare una candidatura propria". La pressione in seno al gruppo per un tale scenario è ulteriormente cresciuta dopo la seduta di venerdì, afferma Baader. Nessuna decisione sarà presa tuttavia prima dell'8 settembre. Quanto al PPD, se nessun nome nuovo emergerà entro il termine fissato a lunedì 31, il gruppo parlamentare dovrà scegliere tra i due friburghesi Urs Schwaller e Dominique de Buman il candidato da lanciare per riconquistare il seggio perso nel 2003 da Ruth Metzler. Da segnalare a questo proposito le dichiarazioni di Luigi Pedrazzini: "Avevo affermato che non sarei mai sceso in campo contro la candidatura di Fulvio Pelli", ma ora "intendo esaminare seriamente la cosa", ha detto il consigliere di Stato ticinese a "LaRegione Ticino". Per il presidente democristiano Christophe Darbellay, che sin dall'inizio si era detto sicuro della candidatura finale del suo omologo Pelli, la scelta del PLR costituisce una "certa sorpresa": "Non ci aspettavamo che Fulvio Pelli fosse scartato in modo tanto chiaro". "Dei due candidati designati dal PLR, Didier Burkhalter mi sembra quella più solida", aggiunge Darbellay, che continua a credere alle chance del suo partito: "sono 50 contro 50". ATS
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