
Martin Bäumle, presidente dei Verdi liberali, che alle camere federali costituiscono gruppo con il Partito popolare democratico (PPD) e il Partito evangelico svizzero (PEV), ritiene il consigliere agli Stati Urs Schwaller (PPD/FR) un "valido" candidato alla successione di Pascal Couchepin in Consiglio federale. Le relazioni con il PPD non sono comunque idilliache. Per Bäumle, che rappresenta il canton Zurigo in Consiglio nazionale, Schwaller "è ecologicamente sensibile e competente quale capo gruppo. La collaborazione dei Verdi liberali con lui è intensa ed eccellente". Schwaller, dato come papabile alla successione del capo del Dipartimento federale dell'interno (DFI), è al centro di una vasta polemica linguistico-culturale. Numerose voci della Romandia, tra le quali quella dello stesso Couchepin, ritengono che il friburghese, domiciliato a Tafers, capoluogo del distretto germanofono della Sense (Singine in francese), non possa rappresentare la Svizzera francofona in governo. Oltre ad esprimersi sul friburghese, in un'intervista pubblicata oggi sulla "Mittelland-Zeitung", Bäumle rimprovera al presidente del PPD e consigliere nazionale vallesano Christophe Darbellay "di mettere in primo piano il suo partito e di far passare i successi del gruppo come se fossero i suoi". In occasione delle elezioni federali del 2011 Bäumle spera di ottenere otto seggi alle camere federali (contro tre al Nazionale e uno agli Stati oggi) e di costituire un gruppo autonomo. Assicura comunque che continuerà a collaborare strettamente con il PPD. ATS
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