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Svizzera
Successione Couchepin: PPD corteggia sinistra
Redazione
17 anni fa

Nella competizione per il seggio lasciato vacante in governo da Pascal Couchepin (PLR), il Partito popolare democratico (PPD) gioca la carta del corteggiamento del Partito socialista (PS). Quest'ultimo risponde in modo più o meno caloroso a seconda delle personalità che si sono espresse sulla stampa domenicale. In un'intervista incrociata pubblicata oggi da "Sonntag", il presidente del PPD Christophe Darbellay è interrogato con il suo omologo del PS Christian Levrat. Il primo non perde occasione per insistere sulle differenze tra la sua politica e quella di "destra" praticata dal Partito liberale radicale (PLR). "In materia di politica famigliare, ambientale e sociale non siamo solamente più aperti, ma occupiamo una posizione completamente diversa da quella del PLR", afferma Darbellay. Levrat replica però che proprio il PPD ha impedito l'importazione parallela dei medicinali: una parte del gruppo democristiano alle Camere è fatto "rigare diritto" dall'industria farmaceutica, sostiene. Il presidente del PS ha pure sottolineato le difficoltà della consigliera federale Doris Leuthard (PPD), direttrice del Dipartimento dell'economia, a far progredire la legge sulla formazione continua. Il PPD non ha certo sottoscritto un programma del PS, risponde Darbellay, precisando che in materia di migrazioni e sicurezza "lavoriamo con PLR e Unione democratica di centro (UDC)". Ieri però, in occasione dell'assemblea dei delegati democristiani, le critiche al PLR e al suo presidente, Fulvio Pelli, avevano già farcito il discorso di Darbellay. Questi aveva fatto riferimento in particolare alla volontà di Pelli di abrogare legge e tassa sul CO2 e del gruppo liberale radicale di non entrare in materia sul terzo pacchetto congiunturale, in cui le misure contro la disoccupazione giovanile occupano uno spazio importante. E la vicepresidente del PS e consigliera nazionale zurighese Jacqueline Fehr, interrogata dalla "NZZ am Sonntag", pare ben disposta. "Il PS deve sostenere Urs Schwaller", consigliere agli Stati friburghese e in corsa per la candidatura PPD al governo assieme a un altro friburghese, il consigliere nazionale Dominique de Buman. "Sarebbe molto difficile difendere un sostegno socialista al PLR, partito che negli ultimi anni sotto la presidenza di Fulvio Pelli si è orientato sempre più fortemente a destra", precisa la zurighese. Il PPD pare godere della preferenza anche dei Verdi, che alle Camere dispone di un gruppo di 24 deputati. Oggettivamente gli ecologisti hanno più punti in comune con il PPD che con il PLR, anche se i democristiani "faticano a mantenere le promesse in parlamento", ha affermato il presidente dei Verdi Ueli Leuenberger in un'intervista pubblicata ieri da "Le Matin". Il consigliere nazionale ginevrino rifiuta però di condannare Pelli, giudicato "capace di riservare sorprese, soprattutto nella funzione di consigliere federale". Oltre alle affinità politiche i candidati dovranno fare i conti con la questione della presenza "latina" in governo: un aspetto che per il PPD potrebbe penalizzare la figura di Schwaller, del distretto germanofono della Sense. Interrogata da "Le Matin dimanche" su una eventuale elezione del friburghese, la consigliera federale ginevrina Micheline Calmy-Rey (PS) ha risposto che le dispiacerebbe essere la sola persona a parlare francese nell'esecutivo. A suo avviso, la scelta "è una questione di cultura e non soltanto di lingua". Nello stesso giornale il dimissionario Couchepin è più categorico sulla questione linguistica. "È inaccettabile che una maggioranza pretenda di esprimersi a nome di una minoranza dicendo che si tratta di una situazione provvisoria che sarà corretta non appena possibile". Dal canto suo Hans Grunder, presidente del Partito borghese democratico (PBD), che occupa sei seggi alle Camere, ieri all'assemblea dei delegati ha affermato che la sua formazione privilegerà una candidatura latina e il partito del candidato sarà considerato un criterio secondario. ATS

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