
Assume contorni sempre più precisi la corsa al seggio di Pascal Couchepin in Consiglio federale: come previsto il gruppo parlamentare PPD ha nominato quale candidato ufficiale il consigliere agli Stati Urs Schwaller. Dovrà vedersela con i due esponenti PLR, Didier Burkhalter (NE) e Christian Lüscher (GE), che oggi sono stati ascoltati dai parlamentari del Partito borghese democratico (PBD) e dei Verdi. Intanto l'UDC chiede ai radicali garanzie: quella di Lüscher deve essere una candidatura vera, e non di comodo.Sarà quindi il 56enne avvocato democristiano Schwaller, proveniente dal distretto germanofono della Sense (FR), a contendere il secondo seggio al PLR. Da quando il gruppo parlamentare PPD/Evangelici/Verdi liberali aveva optato per un'unica candidatura, Schwaller era subito stato dato per favorito dai media. Oggi ha incassato il sostegno all'unanimità del gruppo (48 i voti; tre assenti, l'interessato si è astenuto), dopo che sia il consigliere nazionale Dominique de Buman, anch'egli friburghese, sia il consigliere di stato ticinese Luigi Pedrazzini si erano spontaneamente ritirati dalla corsa."Siamo fieri che il gruppo al completo abbia sostenuto la candidatura di Urs Schwaller", ha dichiarato ai giornalisti di Palazzo federale la vicepresidente del PPD svizzero, la consigliera nazionale Brigitte Häberli (PPD/TG). Per la volata finale, la Häberli si è dichiarata fiduciosa."Ho sempre dichiarato che le fondamenta per una candidatura di successo dovevano essere poste dal gruppo parlamentare", le ha fatto eco Urs Schwaller. "Ora ho il sostegno incondizionato e sono convinto che abbiamo il potenziale per riconquistare il secondo seggio", ha aggiunto.Dal canto suo, Luigi Pedrazzini ha motivato il suo ritiro con la necessità di dare un segnale forte di unità. Il consigliere di Stato ticinese s'è detto comunque contento di aver segnalato l'importanza di una presenza italofona in governo in vista di prossime sostituzioni di altri membri dell'esecutivo. "Sapevo che questa volta il gruppo avrebbe tenuto conto di altri parametri rispetto a quello dell'appartenenza regionale".Anche l'altro candidato messosi a disposizione del partito per conquistare il secondo seggio il 16 settembre, il vicepresidente del PPD svizzero Dominique de Buman, ha sottolineato che "il criterio della latinità è certo importante, ma la strategia del partito lo è ancor di più in una elezione che si preannuncia combattuta". Per de Buman, "la priorità è quella di rafforzare il centro politico in Consiglio federale".Intanto sono già cominciate le audizioni degli altri due candidati ufficiali in corsa, il consigliere agli stati PLR Burkhalter e il collega del Nazionale Lüscher. I primi colloqui si sono svolti con il Partito borghese democratico (PBD), che ascolterà poi Schwaller martedì prossimo: solo allora la formazione di Eveline Widmer-Schlumpf deciderà chi sostenere, ha indicato la capogruppo Brigitta Gadient (GR).Lo stesso giorno prenderà posizione anche il gruppo dei Verdi (24 voti all'Assemblea federale), che oggi ha condotto "hearing" con tutti e tre i candidati. "Abbiamo constatato di avere posizioni comuni su un certo numero di punti che hanno stupito sia noi, sia loro", ha affermato al termine della seduta la segretaria del partito, Miriam Behrens. Per gli ecologisti si tratta ora di valutare le risposte e di vedere come si muoverà l'UDC.E proprio l'Unione democratica di centro chiede ai radicali di uscire allo scoperto. "Vogliamo che il PLR ci dica entro martedì prossimo se i candidati Lüscher e Burkhalter sono sullo stesso piano o se si sta giocando", ha spiegato oggi il presidente Toni Brunner in margine a una seduta del suo gruppo parlamentare.Al partito non sono piaciute le affermazioni del consigliere nazionale ginevrino, che in un'intervista ha detto di essere disposto a ritirarsi in favore dell'altro candidato se durante l'elezione questo passo dovesse risultare necessario.Se il PL
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

