
Il successore di Pascal Couchepin in governo è il neocastellano Didier Burkhalter: è stato eletto dall'assemblea federale al quarto turno con 129 voti, contro i 106 andati al suo concorrente popolare democratico Urs Schwaller.Il neo consigliere federale, subito dopo aver preso atto dell'esito dello scrutinio, ha ringraziato l'Assemblea federale e accettato l'elezione, da lui giudicata "dignitosa" e rispettosa della "coesione nazionale". Il parlamento - ha affermato - "ha deciso di preservare gli equilibri del paese, che sono la forza delle nostre istituzioni".Burhkalter ha tenuto il suo breve discorso in francese, ma ha preannunciato che in futuro intende esprimersi anche nelle altre lingue nazionali. Il neo eletto ha in seguito prestato giuramento e, tra gli applausi dei parlamentari, ha ricevuto gli auguri della presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi. E' poi stato accolto dagli altri membri del Consiglio federale per la foto di rito.Le reazioni dei presidenti.L'elezione di Didier Burkhalter è una scelta di concordanza e di stabilità, ha dichiarato il presidente del PLR Fulvio Pelli ai microfoni della televisione svizzerotedesca. Le discussioni con gli esponenti dell'UDC non sono state semplici, "ma è valsa la pena dar loro fiducia". "Era il nostro obiettivo", ha sottolineato Pelli. Burkhalter consentirà di rafforzare la concordanza in seno al Consiglio federale. Grazie a lui, vi sarà inoltre "una migliore comprensione" tra il Parlamento e il governo .Pure interrogato dalla tv svizzerotedesca, il presidente del PS Christian Levrat si è detto preoccupato per il fatto che il neoletto neocastellano non sia sufficientemente esperto nell'ambito della politica sanitaria. Il socialista auspica che il nuovo consigliere federale si metta subito nei panni di uomo di esecutivo, qualora ereditasse il dipartimento del suo predecessore Pascal Couchepin. Secondo il presidente socialista, l'Assemblea federale ha preferito la concordanza alla personalità dei candidati.Dal canto suo, il presidente dell'UDC Toni Brunner ha affermato che il suo partito è stato il "salvatore della concordanza", che con il sostegno del PS alla candidatura Schwaller stava per essere affossata. "L'UDC avrebbe preferito Christian Lüscher" in governo, ma dopo il suo ritiro era chiaro che "avremmo sostenuto pienamente Burkhalter", ha rilevato Brunner. A titolo personale, il presidente democentrista ha dichiarato che "è stato facile votare per il senatore neocastellano, dato che il PPD non aveva alcun diritto al secondo seggio in governo"."Il PLR ha fatto un passo in più in direzione dell'UDC", ha rilevato infine il presidente del PPD Christophe Darbellay, il quale ha pure deplorato il "sostegno insufficiente da parte della sinistra a Schwaller". "Riteniamo che d'ora in poi per ogni seggio che si libererà il PPD deve presentare un candidato", gli ha fatto eco il consigliere nazionale vodese Jacques Neyrinck sulle onde della radio svizzero romanda.ATS
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