
“Le immagini di Bucha che abbiamo visto ci hanno profondamente scioccato in quanto esseri umani”. Lo ha detto oggi il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, commentando il massacro di civili avvenuto nel sobborgo di Kiev e scoperto dopo il ritiro delle truppe russe. Non bisogna però reagire d’impulso, ha aggiunto il consigliere federale, secondo cui prima bisogna analizzare i fatti. “Chiediamo un’inchiesta internazionale indipendente” sulle presunte violazioni dei diritti umani in Ucraina, ha dichiarato il ticinese, o da parte delle Nazioni Unite o dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Spetta a un tribunale esprimersi sui crimini contro l’umanità
Stando a Cassis, che ha parlato durante un incontro con la stampa a Berna, la Svizzera è pronta a partecipare a questa inchiesta fornendo risorse ed esperti. Il ministro degli esteri ha poi ribadito l’invito alla prudenza, facendo notare che definire quanto successo un crimine contro l’umanità non deve essere una mossa politica. Spetta infatti a un tribunale esprimersi eventualmente in questi termini, ha proseguito Cassis. “Si può immaginare che si tratti di crimini contro l’umanità, ma la diplomazia deve essere attenta alle parole che usa”.
Critiche per una posizione troppo prudente
Le sue parole arrivano dopo che il Dipartimento degli Affari Esteri (EDA) ha pubblicato ieri una dichiarazione su Twitter. Invece di condannare aspramente le atrocità della Russia, come ha fatto, ad esempio, il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, il DFAE ha invitato “tutte le parti coinvolte” a “rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale e proteggere la popolazione civile”. Parole che per alcuni parlamentari sono suonate troppo prudenti. Il presidente dell’Allenza del Centro Gerhard Pfister ha per esempio dichiarato, sempre su Twitter, che il partito si aspetta che l’intero Consiglio federale trovi parole più chiare rispetto a quelle del DFAE. “Ci aspettiamo che il Consiglio federale imponga ulteriori sanzioni contro la Russia”.
La condanna internazionale
La strage di civili a Bucha ha provocato una condanna internazionale praticamente unanime. Le immagini provenienti dall’Ucraina hanno mostrato i corpi, a volte con le mani legate dietro la schiena, sparpagliati per le strade e gettati in fosse comuni. Le autorità di Kiev, sostenute dai loro alleati, hanno accusato i soldati russi di aver commesso queste atrocità. Una tesi respinta con fermezza dal Cremlino, che parla invece di messinscena degli ucraini e dell’Occidente.
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