
Entro il 2030 bisognerà reclutare in Svizzera 190'000 infermiere e infermieri, ma con le strutture attuali sarà possibile formarne al massimo 70'000. La sostiene uno studio presentato oggi a Zurigo dall'Osservatorio svizzero della salute (Obsan) e dalla fondazione Careum. Attualmente sono circa 330'000 le persone impiegate nei settori della terapia e delle cure. All'inizio dell'anno Obsan aveva già pubblicato uno studio che pronosticava un aumento del fabbisogno di personale fino al 25% entro il 2020. La fondazione Careum ha ora analizzato l'evoluzione per i dieci anni successivi. I motivi di questa "drammatica crescita" sono stati illustrati da Beat Sottas, del consiglio di fondazione di Careum. L'aumento delle persone anziane e delle patologie croniche e degenerative - come il morbo di Alzheimer, l'arteriosclerosi e l'artrosi - renderà necessari da 50'000 a 80'000 infermieri in più. Una buona parte del personale oggi in attività andrà inoltre in pensione nei prossimi 20 anni: lo studio prevede un tasso di pensionamento complessivo del 50%. Se si tiene conto soltanto delle case di cura e di Spitex, la proporzione sale addirittura a due dipendenti su tre. I responsabili dello studio non ritengono possibile compensare la carenza di infermieri e infermiere ricorrendo a personale estero. Anche i paesi vicini hanno gli stessi problemi e hanno approntato misure per non lasciar partire il proprio personale, ha affermato Sottas. Un recente studio dell'OCSE arriva inoltre alla conclusione che la Svizzera, nel settore sanitario, non è più un paese molto attrattivo per i lavoratori stranieri. In altre parole - ha aggiunto Sottas - la grande sfida consisterà nel creare le basi per poter formare il personale necessario. Per Christian Schärer, direttore del centro di formazione di Careum, è necessario che la Confederazione, i cantoni e i comuni elaborino nuove strategie. Bisognerà in particolare rendere più attrattive le professioni nel settore paramedico, ad esempio migliorando i salari delle persone in formazione. Un'altra possibilità consiste nel ripartire diversamente i fondi disponibili, ha aggiunto Sottas. Attualmente vengono spesi 750 milioni di franchi all'anno per i corsi di aggiornamento dei medici, mentre per tutte le altre professioni del settore sanitario le risorse raggiungono al massimo 250 milioni di franchi. ATS
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