
L'Unione svizzera degli Universitari (USU) si dice "scioccata" dopo lo stop di Bruxelles alla partecipazione della Svizzera ai programmi "Erasmus+" e "Horizon 2020" dall'anno accademico 2014/2015. Si tratta della "messa a morte della dimensione internazionale del paesaggio accademico svizzero", si legge in un comunicato. Gli studenti elvetici "non possono tollerare che la formazione e la ricerca vengano sacrificati sull'altare dei negoziati politici". L'USU chiede pertanto ai politici elvetici ed europei "di fare tutto ciò che è in loro potere per ristabilire la situazione senza peggiorare lo spazio europeo dell'educazione superiore". Dal canto suo, Gioventù socialista reagisce alla decisione odierna della Commissione europea lanciando una petizione online, affinché il programma di studi Erasmus venga mantenuto per gli studenti elvetici. Per il suo presidente David Roth, "Erasmus è molto di più di una semplice possibilità di studiare in un'università estera. È il simbolo della nostra formazione e del nostro futuro che non si fermano alle frontiere nazionali". A suo avviso, "la Svizzera ha bisogno di meno isolamento e più apertura e tolleranza".
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