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Svizzera
Studenti e ricercatori chiedono più tempo a causa della pandemia
Redazione
5 anni fa

Le restrizioni sanitarie stanno rallentando o addirittura paralizzando le attività di studenti e ricercatori in Svizzera. L’Unione Svizzera degli e delle universitari-e (USU), il Sindacato dei servizi pubblici (VPOD-SSP) e Actionuni, associazione che rappresenta i giovani ricercatori, chiedono un prolungamento dei periodi di studio e contratti a tempo determinato. Le restrizioni sanitarie significano la chiusura di archivi, restrizioni d’accesso a biblioteche e laboratori, limitazioni ai contatti, cancellazione di conferenze, divieto di alcuni viaggi internazionali, o ancora la riduzione o scomparsa della supervisione. “In queste condizioni, il lavoro accademico è largamente ostacolato, se non completamente bloccato”, affermano le tre organizzazioni in una nota odierna.

È molto difficile per gli studenti completare i loro lavori in tempo e per i ricercatori prima della fine del contratto, sottolineano le tre organizzazioni. Concretamente chiedono che gli studenti che ne hanno bisogno possano beneficiare di nuove scadenze, anche se questo significa superare la durata massima dei loro studi. A loro avviso le borse di studio e gli aiuti finanziari devono inoltre essere estesi, il personale di ricerca impiegato in posti precari deve avere diritto a una proroga del proprio contratto di almeno un anno e i budget delle università devono essere temporaneamente aumentati.

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