
Gli inquirenti non potranno consultare le immagini della videosorveglianza delle FFS nella ricerca di Olivia Ostergaard, la studentessa danese di 20 anni di cui si sono perse le tracce da martedì 26 marzo a Zugo. Motivo: la polizia non ha presentato per tempo la relativa richiesta. La richiesta è stata inoltrata alle FFS venerdì 29 marzo, ossia oltre il termine di 72 ore entro il quale le immagini devono essere cancellate per motivi legati alla protezione dei dati. Marcel Schlatter, portavoce della polizia di Zugo, ha confermato una notizia in tal senso pubblicata oggi dalla "Neue Zuger Zeitung". Le telecamere installate alla stazione di Zugo e quelle che si trovano sui treni regionali avrebbero forse permesso di ricostruire l'itinerario della giovane studentessa, che la mattina del 26 marzo ha lasciato alle 5.30 il suo appartamento di Zugo con l'intenzione di recarsi all'Università di Zurigo. Della giovane donna - che vive da otto anni nella Confederazione e parla correntemente svizzero tedesco - si sono perse da allora le tracce. I suoi compagni di corso non l'hanno vista arrivare all'università. Il suo telefonino è inoltre risultato spento e impossibile da localizzare. La polizia di Zugo ha lanciato un primo avviso di ricerca giovedì 28 marzo. Le ricerche proseguono, ma non hanno ancora dato alcun risultato, ha precisato il portavoce. La polizia ha anche utilizzato un elicottero e ha perlustrato con motoscafi il lago di Ägeri e quello di Zugo. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

