
Nell'ambito dell'esame del progetto Previdenza per la vecchiaia 2020 il Consiglio nazionale, dopo la decisione del Consiglio degli Stati, ha approvato l'innalzamento di un anno dell'età pensionabile delle donne. Inoltre, se l'Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) dovesse trovarsi in difficoltà finanziarie, l'età pensionabile sarà automaticamente aumentata fino a 67 anni per tutti.
I deputati hanno mantenuto la decisione degli Stati di abbassare l’aliquota di conversione del II pilastro dal 6,8 al 6%. Hanno invece cancellato l’aumento di 70 franchi (226 per le coppie) dell’AVS, compensato da un eventuale innalzamento dell'età pensionabile. Grazie a misure di compensazione, le rendite dovrebbero rimanere sostanzialmente invariate.
Le decisioni prese dal Nazionale hanno generato due giudizi diametralmente opposti, come riportato dai principali media ticinesi: se da un lato il presidente della commissione Ignazio Cassis (PLR) si dice "soddisfatto" ("È la migliore situazione che possiamo avere perché disponiamo di tre modelli di compensazione su cui gli Stati potranno fare le loro riflessioni"), dall'altro la socialista Marina Carobbio ribadisce il proprio malcontento, già espresso lunedì all'inizio dei lavori.
"Le donne - aveva evidenziato - hanno infatti mediamente delle rendite del 37% inferiori a quelle degli uomini, ciò che corrisponde a circa 20'000 franchi di differenza all'anno". La riforma "non andrebbe fatta sulle spalle delle donne".
"Questa compensazione è più cara per i giovani rispetto ad una sul I pilastro, il contenuto non ci può soddisfare - ha commentato Carobbio alla fine dei lavori - Il progetto colpisce le categorie più deboli, alle quali viene aumentata l’età di pensionamento ma che continuano ad essere svantaggiate, e i giovani che inizieranno a pagare prima il II pilastro e più in generale chi rientra nella categoria nelle fasce di reddito mediobasse. Si pagherà di più nel II pilastro senza la garanzia di mantenimento dei livelli delle rendite, soprattutto se la tendenza dei tassi d’interesse continuasse di questo passo".
Cassis ha ribadito che aumentare le rendite del I pilastro è "una via impraticabile". Entro il 2030 "il fondo AVS è destinato a registrare disavanzi miliardari".
"È vero che i giovani dovranno pagare di più - riconosce il capogruppo del PLR - ma è il prezzo che una società al cui interno la durata media della vita aumenta deve pagare".
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