
Il limite di esenzione dall’IVA per le merci comprate oltre confine, non s’ha da dimezzare. Oggi sono arrivate le conclusioni della procedura di consultazione avviata dal consiglio federale e i risultati non sono esaltanti. In molti, per svariate ragioni, non sono convinti dalla proposta di dimezzare il limite da 300 a 150 franchi, in modo da scoraggiare il turismo degli acquisti.
Cosa è in vigore attualmente e che cosa si vuole cambiare
Attualmente, ricordiamo, chi fa la spesa in Italia o in altri Paesi vicini per un totale fino a 300 franchi non deve dichiarare nulla in dogana e non deve quindi pagare alcuna tassa. Lo scorso autunno però, il parlamento aveva approvato una mozione che puntava a diminuire l’attrattiva dello shopping oltre confine. Così a novembre il dipartimento federale delle finanze aveva presentato il progetto.
Il PS è contrario. Storni: "Si punisce chi guadagna poco e deve andare oltre frontiera".
Tra i contrari figurano alcuni esponenti al commercio al dettaglio: secondo loro un dimezzamento della franchigia non risolverebbe certo il problema della concorrenza estera. Il limite di esenzione, sostengono, andrebbe portato a 50 franchi. Anche Economie Suisse ritiene che quel limite dovrebbe essere pari o vicino allo zero. Contrario anche il partito socialista, ma per motivi diametralmente opposti, vale a dire la tutela dei consumatori, come spiega ai ,microfoni di Ticinonews Bruno Storni, consigliere nazionale del PS. "La Svizzera, si sa e ne abbiamo parlato di recente anche in Parlamento, è un'isola dei prezzi alti, troppo diversi in rapporto all'Italia. C'è gente che guadagna poco e necessita di fare acquisti in Italia, non è giusto punirli perchè vanno oltre frontiera. Abbassare la franchigia va a colpire chi ha bisogno di andare oltre frontiera, mentre i commercianti hanno margine per abbassare i prezzi", è convinto. Peraltro, sostiene che la politica debba agire sui "salari ancora da fame che abbiamo in Svizzera: piuttosto che abbassare la franchigia, alziamo i salari minimi".
UDC e PLR favorevoli. Gianini: "Ma non basta"
Tra i favorevoli troviamo invece UDC e PLR. Secondo il consigliere nazionale liberale radicale Simone Gianini i consumatori vanno supportati, ma si deve andare oltre questa misura, che rappresenta un inizio. "Non si può alzare bandiera bianca verso una proposta che alza bandiera bianca verso un sistema che nelle zone di confine incentiva quasi a passare il confine. In questo, sono piuttosto protezionista". Quella proposta dal Consiglio Federale, pur comprendendo che possa mettere in difficoltà delle persone che si sentono costrette a andare all'estero, è a suo avviso una delle tante misure che devono concorrere per aiutare i commerci locali a prosperare.

