
Il dibattito al Consiglio nazionale sulla strategia energetica 2050, concepita dal Consiglio federale per traghettare la Svizzera fuori dall'atomo incentivando le energie rinnovabili, è incominciato. Per l'esame di questo dossier - definito anche la "madre di tutti i dibattiti" - sono previste una ventina di ore, ha rammentato il presidente della Camera Stéphane Rossini (PS/VS), invitando gli oratori a una certa diligenza affinché sia possibile chiudere i lavori giovedì prossimo. Il progetto governativo prevede la modifica di diverse disposizioni della Legge federale sull'energia e di altre undici norme, ha ricordato a nome della commissione Roger Normann (PS/VD). La commissione preparatoria ha elaborato 115 proposte di minoranza. Il dibattito di entrata nel merito si annuncia spumeggiante: due minoranze di destra (PLR e UDC) chiedono di rinviare il primo pacchetto di misure al Consiglio federale, affinché elabori un progetto completo e le basi di una riforma fiscale ecologica. Una terza minoranza (UDC) si batterà per la non entrata nel merito. Il primo "pacchetto" della strategia governativa funge tra l'altro da controprogetto indiretto all'iniziativa dei Verdi "Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare". La commissione dell'energia, che ha esaminato il progetto governativo mitigandolo su più punti, raccomanderà la bocciatura di questa modifica costituzionale. L'esame nel plenum dell'iniziativa si terrà al termine delle deliberazioni incominciate oggi: per l'occasione di sono annunciati una trentina di oratori.
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