
Il progetto per la messa in sicurezza della strada engadinese tra Plaun da Lej e Sils dovrà essere rivisto, allungando ulteriormente i tempi di riapertura del cantiere.Una vicenda, che avrà pesanti conseguenze per i frontalieri della Valchiavenna, spesso costretti a fare i conti con la chiusura della cantonale che unisce la Bregaglia all’Engadina nei mesi invernali, come pure quelli sull’economia di Sankt-Moritz nel periodo sciistico, ma anche nel periodo estivo, come riporta la "Provincia di Sondrio",
Un confronto tenutosi a Silvaplana su diversi progetti riguardanti la strada del Maloja tra la stessa Silvaplana e Castasegna al quale hanno partecipato i vertici del governo grigionese oltre ad altre 35 persone interessate alla problmeatica.
Al centro delle discussioni, il tratto di strada del Maloja H3b di 3,5 km tra Sils Foglias e Plaun da Lej, dove incombe costantemente il pericolo di valanghe in inverno e di massi in estate. I conseguenti econtinui sbarramenti della strada costringono spesso i valchiavennaschi a ricorrere al Bernina o, addirittura, a ricorrere all’elicottero.
Una soluzione è al vaglio da decenni, ma neppure la Consultazione aperta nel 2016 dal Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste grigionese è riuscito finora a risolvere, causa alcuni problemi legati alla protezione della natura e del paesaggio con particolare riferimento ai laghi engadinesi.
A questo riguardo, un gruppo paritetico composto da rappresentanti della regione interessata, organizzazioni ambientaliste e servizi specializzati cantonali è già al lavoro, guidato dall’Ufficio tecnico dei Grigioni.
L’intento, come dichiarato dallo stesso Ufficio, è quello di "trovare una soluzione sul tratto stradale in causa soddisfacente per tutti". I tempi saranno lunghi e i costi rilevanti, tanto che si parla di un investimentio di ben 160 milioni di franchi.
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