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Energia
Storni: "Oltre il 20% delle nostre riserve idroelettriche non viene sfruttato"
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
2 anni fa
È questo, in sintesi, quanto viene espresso in un postulato di Bruno Storni - depositato in Consiglio Nazionale - in cui si chiede al Consiglio Federale di studiare come ottimizzare l'uso dei bacini idroelettrici in Svizzera, attualmente sfruttati solo al 65%, per aumentare le riserve invernali di energia idroelettrica.

Il Consiglio Federale - in considerazione dei volumi di accumulo idroelettrico disponibili nei bacini in Svizzera “non realmente sfruttati” - è incaricato di elaborare un rapporto sul potenziale e sulle possibili misure di ottimizzazione per aumentare le riserve invernali accumulo idroelettrico reali nei bacini esistenti, attualmente sfruttati in media al 65% . È la motivazione del consigliere nazionale PS Bruno Storni in merito al deposito in Consiglio Nazionale del postulato intitolato “Ottimizzazione sfruttamento bacini accumulo idroelettrico esistenti”, firmato da 40 parlamentari.

Acqua ed elettricità

Il consigliere nazionale socialista ha voluto sottolineare come il nostro Paese disponga “di un’importante infrastruttura per l’accumulo di acqua per la produzione di elettricità, equivalente a 8'910 GWh quando tutti i bacini sono riempiti al 100%”. Secondo le statistiche pluriennali i bacini raggiungono in media un riempimento massimo a inizio novembre pari a solo l’83% del massimo disponibile, mentre sempre nella media pluriennale a inizio aprile i bacini dispongono ancora del 18%. Un’escursione media del 65% ovvero 5800 GWh. “Risulta quindi un potenziale teorico mediamente non sfruttato di 3100 GWh”, spiega Storni nel postulato, nel quale viene anche mostrato che i valori storici “arrivano per il massimo a 92,8% (2019) e per il minimo a 8,6% (2021) un’escursione teorica del 84,2%, 19% o 1700 GWh in più dei valori medi”.

“Importanti riserve non sfruttate”

In questo senso, nel testo viene quindi evidenziato come “a prima vista disponiamo di importanti riserve non sfruttate, che vanno oltre il 20%”. Pur non considerando il valore massimo teorico di 8’910 GWh, “una parte di esso potrebbe essere sfruttato con una diversa gestione dei bacini: ad esempio aumentando il riempimento inizio inverno dall’attuale valore medio del 83% al 90% aumenta la riserva invernale di 600 GWh se l’aumento del riempimento medio inizio inverno sale al 95% abbiamo più di 900 GWh in più. Altrettanto se si scende all'8% a fine marzo”.

Un potenziale “che va attivato”

Un potenziale “importante e fisicamente disponibile, che deve e può essere attivato anche considerando la crescita della produzione di energia fotovoltaica e altro rinnovabile che impatta positivamente il potenziale di stoccaggio nei bacini”. Nuove importanti fonti di energia “che vanno considerate per una diversa gestione dell'accumulo nei bacini mirata allo sfruttamento ottimale dei volumi disponibili per aumentare le riserve per il periodo novembre marzo quando la produzione da impianti idroelettrici ad acqua fluente (ad esempio quella dei fiumi) è ridotta”. Per Storni si tratta quindi un potenziale che può servire “e va considerato per la pianificazione dell’approvvigionamento elettrico invernale del Paese a breve medio e lungo termine, potenziale che il postulato chiede venga analizzato”.