
A partire dal 21 ottobre le donne lavorano gratis, visto che sono ancora pagate il 20% in meno dei colleghi uomini. Alcune azioni si sono svolte oggi in diverse località svizzere per attirare l'attenzione sulle discriminazioni salariali e chiedere un cambiamento radicale.
Le donne, che svolgono gran parte del lavoro non retribuito in famiglia, anche quando hanno un'attività professionale vengono pagate di meno. Queste disparità, se calcolate su un anno, corrispondono a 71,5 giorni di lavoro gratuito. Significa che a partire dalle 11:03 del 21 ottobre non sono più pagate, sottolinea Unia in un comunicato.
Sindacati e associazioni femministe hanno organizzato oggi diverse azioni di sensibilizzazione e protesta. Unia ha organizzato una manifestazione a Basilea chiedendo in particolare un aumento delle retribuzioni nel commercio al dettaglio, un settore con un'alta percentuale di personale femminile e dove i salari sono più bassi rispetto al resto dell'economia.
AvenirSocial, l'associazione professionale per il settore dell'assistenza sociale, ha ricordato che anche in questo ramo esistono disparità. La differenza salariale ammonta a 457 franchi al mese per un'educatrice sociale con un diploma di una scuola universitaria professionale. Le donne rappresentano l'80% dei dipendenti del settore, ma sono sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali. L'associazione ha quindi invitato Confederazione, Cantoni e datori di lavoro ad adottare finalmente misure concrete per raggiungere la parità di genere.
A Neuchâtel un centinaio di donne ha organizzato una protesta: le partecipanti si sono sedute a braccia incrociate su 71 sedie, a simboleggiare i 71 giorni l'anno in cui lavorano gratis a causa delle differenze di retribuzione rispetto agli uomini. Marianne Ebel, rappresentante del Collettivo neocastellano per lo sciopero delle donne, ha lanciato un appello al nuovo parlamento e in particolare ai rappresentanti neocastellani: "Vogliamo che le cose cambino. Vogliamo l'uguaglianza ora". "Se non cambia nulla, scenderemo in sciopero", ha concluso.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

