
L'Iniziativa delle Alpi propone da diversi anni un'azione mirata a proteggere il tragitto del Sempione dalle merci pericolose. Si tratta di un discorso spinoso affrontato a più riprese: da una parte le aziende che sfruttano il passo per tagliare una parte del percorso attraverso le alpi, dall'altra un gruppo di ambientalisti preoccupati per le conseguenze ambientali di un incidente. Ora questa azione potrebbe diventare concreta: già 4769 persone hanno firmato la petizione "Stop ai trasporti pericolosi sul Sempione", consegnata al Governo vallesano.
Traffico difficile tra lavori infiniti
Il Sempione gode di una buona fama turistica, ma anche di un risentimento per le condizioni di viabilità. La strada infatti sarebbe soggetto al danneggiamento costante provocato dal traffico quotidiano, dalle condizioni atmosferiche e dallo spargimento del sale antigelo, come riferisce l'Ufficio federale delle strade (USTRA); la strada è oggetto di continue modifiche che riducono sensibilmente la viabilità - spesso limitata ad una corsia sola - effettuate un tratto alla volta per garantire una maggiore sicurezza, riferisce l'USTRA. Questo provoca rallentamenti e code, aumentando la densità del traffico sul passo e aumentando il rischio di incidenti. Ad oggi, il Sempione è l'unico valico aperto per il transito di merci pericolose o infiammabili.
Sul passo transitano anche diversi mezzi pesanti al giorno, tagliando una buona parte del percorso alternativo Novena, San Bernardo o San Gottardo; secondo un rilevamento del 2016, l'USTRA conferma che "gli autocarri costituiscono l’11 per cento dell’intero traffico sul valico vallesano, di cui il 9 per cento si riferisce alle merci pericolose". Il maggiore pericolo di incidenti ha indotto l'USTRA a prendere una serie di accorgimenti pratici come bacini di drenaggio in caso di fuoriuscita di liquidi dannosi e numerose rampe di emergenza. Dal 2008, l'Ufficio investe circa 30 milioni di franchi l'anno per garantire la viabilità, portando le modifiche sopracitate ma rendendo anche il Sempione un cantiere perenne.
"Tutto ciò non basta: ci vuole un divieto"
Il Comitato di Iniziativa delle Alpi reputa tutto questo ancora troppo poco: "pennacchi di vapore colorati hanno mostrato che il Canton Vallese rischia ogni giorno la fuoriuscita di sostanze tossiche sulla strada del Passo del Sempione. Contrariamente a tutti gli altri passi alpini svizzeri, dove tali trasporti sono vietati da tempo" spiega in un comunicato odierno. Così è stata promossa un'iniziativa per concretizzare questo divieto, raccogliendo 4769 firme - peraltro consegnate al Governo vallesano sotto forma di un barile utilizzato per liquidi sensibili - nei cantoni Vallese, Vaud e Ginevra.
Anche alcuni esponenti politici si sono pronunciati in merito a questo tema: "Con questi trasporti inutili di merci pericolose mettiamo in pericolo le nostre fonti di acqua potabile e i biotopi protetti sul Sempione. E con ciò, lungo i corsi d'acqua, la minaccia si estende all'intera Valle del Rodano fino al Lago di Ginevra. Questo non è accettabile" è quanto commenta la gran consigliera Brigitte Wolf (Verdi/VS). Anche Emmanuel Amoss (PS/VS) ha dichiarato che "consentendo il trasporto di merci pericolose al Sempione, il Governo serve solo gli interessi economici di singole imprese. Dovrebbe invece difendere la gente.".
Un video che mostra come un incidente sul Ganterbrücke - il grande ponte nei pressi di Brig - possa avere ripercussioni molto pesanti sull'ambiente è stato realizzato recentemente.
Una discussione che va avanti da anni
In un'interpellanza al Consiglio federale del 2014, Reynard Mathias (PS) chiedeva come mai queste merci potessero passare il valico senza costituire un problema per la popolazione. Il Consiglio federale aveva risposto che, data la scarsa densità demografica nella zona, le eventuali fuoriuscite dei materiali pericolosi non avrebbero comportato danni permanenti e che "i rischi derivanti dal trasporto di merci pericolose rientrano ovunque nei limiti di tolleranza". Il comitato di Iniziativa delle Alpi contesta questa scelta da anni, menzionando la possibilità di trasportare le merci per via ferroviaria in modo più sicuro, e senza fare deviazioni. Secondo Iniziativa delle Alpi il Governo vallesano non ha mai considerato seriamente la proposta, optando piuttosto per un limite ai trasporti di merci pericolose; ciò ha spinto il comitato a promuovere questa nuova iniziativa a favore di una migliore protezione dell'ambiente alpino.

