
Gli investimenti nelle energie fossili andrebbero bloccati immediatamente, mentre ci vorrebbe più trasparenza sui flussi finanziari destinati ai settori economici inquinanti. Sono le richieste formulate oggi dagli attivisti per il clima, consegnate in una missiva al Credit Suisse, nel luogo simbolo della finanza elvetica, la Paradeplatz di Zurigo, dove ha è ubicata la sede principale della grande banca. Riuniti sotto l’etichetta “Rise Up For Change”, gli attivisti hanno scelto il Credit Suisse quale interlocutore per l’intero settore.
Le accuse degli attivisti
Se in tutti i progetti pianificati non fossero eliminate le energie fossili ciò avrebbe, secondo gli ambientalisti, un forte impatto sul riscaldamento globale pari ad oltre 2 gradi Celsius. “Abbiamo timore per il nostro futuro”, sottolinea la lettera. Nella lettera, “Rise Up For Change” accusa tra l’altro l’istituto di etichettare in maniera fraudolenta investimenti sostenibili, di vendere lucciole per lanterne insomma. Per anni si è cercato, invano, di rendere il settore finanziario più sostenibile attraverso azioni volontarie. Con “Rise Up For Change” è ora di cambiare registro, dando più forza a queste richieste. Dal 30 luglio al 6 agosto, gli attivisti intendono accamparsi sul terreno incolto dell’Hardturm a Zurigo dando vita a un “campo per il clima”. Una manifestazione è prevista anche a Berna il 6 agosto. “Rise Up For Change” è un crogiolo di vari movimenti per il clima come Climate Strike Switzerland o Extinction Rebellion. Quest’anno, i gruppi coinvolti vogliono concentrare il loro impegno sulla piazza finanziaria svizzera al fine di renderla più sostenibile.
Non la prima volta
Non è la prima volta che gli attivisti per il clima prendono di mira la piazza finanziaria elvetica. Lo scorso maggio, nove di loro sono stati condannati a pene pecuniarie per aver bloccato, nel luglio 2019, l’entrata della sede principale di Credit Suisse a Zurigo, proprio sulla centralissima Paradeplatz. I reati contestati? Coazione e violazione di domicilio. Gli attivisti avevano partecipato al sit-in di protesta davanti al Credit Suisse, bloccando l’ingresso con vasi di piante e biciclette accatastate l’una sull’altra. Alcuni di loro si erano incatenati. La polizia era intervenuta, segando le catene e portando via gli attivisti. L’azione di protesta era stata promossa dal collettivo “Climate Justice” - per chiedere alla piazza finanziaria svizzera di ritirare qualsiasi investimento nel carbone, nel petrolio e nel gas. L’azione si era tenuta in contemporanea con un’analoga protesta a Basilea, davanti all’ingresso principale dell’edificio di UBS sulla Aeschenplatz, dove sono concentrate le attività amministrative dell’altra grande banca svizzera.
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