
In un periodo di crisi e incertezza generale, i segnali per il mercato del lavoro svizzero sono per contro positivi. Secondo il barometro trimestrale Employment Outlook Survey pubblicato oggi da Manpower, le prospettive occupazionali in Svizzera non sono mai state migliori dall’inizio dei rilevamenti nel 2005. Le conseguenze della pandemia di coronavirus sembrano essere state ben digerite, e molte aziende si apprestano di nuovo ad assumere personale. Un numero crescente di intervistati pone tuttavia come condizione per il ritorno al lavoro la vaccinazione contro il coronavirus.
Molte aziende pronte ad assumere
Ci sono chiaramente differenze in base alla regione e al ramo di attività, ma in media il 42% delle aziende prevede di aumentare la propria forza lavoro, mentre solo il 12% dovrà forse licenziare dipendenti. “In questo periodo di storica ripresa economica, le prospettive occupazionali in Svizzera sono in ascesa”, constata Igor Hahn, direttore operativo (COO) di Manpower Svizzera. Egli sottolinea la necessità per le aziende di sapersi adattare alla volatilità del mercato organizzando i loro processi e il personale in modo flessibile, e allo stesso tempo di reclutare e riuscire a trattenere i talenti in una situazione di carenza senza precedenti.
Differenze per regione e ramo
Dal barometro emerge che l’ottimismo è più forte nella Svizzera centrale, dove le intenzioni nette di assunzione sono al 50%. Seguono la regione di Zurigo e l’Espace Mittelland (entrambi 33%) e la regione del Lago di Ginevra (25%). Il Ticino invece ha un saldo negativo del 5%. Per settore di attività, le aziende attive nell’IT, nelle tecnologie, telecomunicazioni, comunicazione e media mostrano la più chiara propensione ad aumentare la loro forza lavoro (41%), davanti al settore alberghiero e della ristorazione (31%). Il settore più basso in classifica, il commercio all’ingrosso e al dettaglio, mostra comunque un saldo positivo del 17%.
Lo stato vaccinale sempre più importante nelle aziende
Nell’attuale contesto sanitario, la questione della vaccinazione sta diventando sempre più importante. Mentre nel secondo trimestre, un’azienda su due non forniva alcuna linea guida e intendeva lasciare la scelta ai dipendenti, ora solo il 24% è tendenzialmente liberale su questo tema. Quasi il 15% delle aziende interpellate richiede una prova di vaccinazione come prerequisito per tornare al lavoro, e il 13% prevede di farlo. Poco più di una ditta su cinque (21%) sta pensando di rendere la vaccinazione obbligatoria per alcune funzioni. Gli autori dello studio sottolineano l’importanza delle dimensioni dell’azienda per l’obbligo vaccinale: mentre quelle di grandi dimensioni tendono a incoraggiare i loro dipendenti attraverso incentivi, quelle medie sono le più propense a rendere obbligatoria la vaccinazione e le piccole aziende lasciano più spesso la scelta al dipendente.
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