
Il Consiglio nazionale ha approvato oggi uno dei punti essenziali della revisione della Legge sulla pianificazione del territorio: i proprietari, il cui terreno si valorizza in seguito a un cambiamento di destinazione (azzonamento), dovranno versare sul valore aggiunto un'imposta del 20%. La Camera del popolo ha eliminato così una delle principali divergenze con il Consiglio degli Stati.Il Nazionale ha trovato una soluzione che finora era mancata nella pianificazione del territorio, ha affermato Beat Flach (Verdi liberali/AG), precisando che la Svizzera sarà invidiata per questo nuovo strumento.I tentativi della destra di mantenere lo status quo, lasciando cioè ai cantoni la facoltà di decidere in materia, sono stati bocciati in una proporzione di cinque contro tre. Nel frattempo, anche la Conferenza dei direttori cantonali del territorio sostiene la proposta all'unanimità, dopo averla inizialmente combattuta.L'importo della tassa e la sua destinazione sono fissati nella legge federale, ma i cantoni rimangono liberi nella scelta del modo di riscossione. Con questa modifica, hanno ora i mezzi finanziari e gli strumenti che permettono loro di correggere il tiro, ha dichiarato la consigliera federale Doris Leuthard.Occorre sapere che dal 17% al 24% delle zone edificabili non sono costruite, con proporzioni che variano parecchio da cantone a cantone, ha precisato la ministra popolare-democratica. Ma in particolare, molte zone sono sovradimensionate o mal situate.I soldi, prelevati con la tassa sul valore aggiunto, devono consentire ai cantoni di finanziare proprio i cambiamenti di destinazione dei terreni. La revisione della legge, che prevede che le zone edificabili debbano essere definite in modo da rispondere ai bisogni dei prossimi quindici anni, stipula espressamente che le zone sovradimensionate devono essere ridotte. Anche su questo punto, con 95 voi contro 83, il Nazionale si è allineato agli Stati.ATS
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