
La bella stagione ripropone a scadenza annuale il difficile rapporto fra automobilisti e ciclisti. Una lotta sulla strada che scatena sempre fiumi di arrabbiatura da ambo i lati. Quanti sono gli automobilisti che si sono scontrati con plotoni di “ciclisti della domenica”, quei gruppi di imitatori di Froome e compagnia che, mal assortiti e intenti nelle loro conversazioni domenicali, non prestano particolare attenzione a quello che succede in strada. D’altro canto, anche gli automobilisti e soprattutto quelli che si considerano i padroni indiscussi della strada, poco inclini ad accettare la presenza di altri veicoli che non siano la loro automobile, non sono sicuramente esenti da colpe. Quante volte capita che un auto lanciata come stesse correndo la 24 ore di Le Mans taglia la strada al ciclista poco prima di una rotonda con buona pace delle precedenze. La situazione si complica ulteriormente quando ci si sposta nei centri urbani e all’equazione si aggiungono i pedoni; quelli attenti, quelli con la musica altissima, o le ignare vecchiette che portano in giro la spesa con il loro carrellino. Nelle città bisogna stare attenti ai pony express, ai ciclisti svagati e ad altre sottocategorie. Il buonsenso dovrebbe generalmente prevalere ma c’è chi preferisce intervenire a suo modo, andando un po’ sopra le righe È il caso di un ex-professore di matematica ginevrino, Ralf Latina, che, stanco di quella che definisce “una piaga” ha deciso di intervenire personalmente sul problema dei ciclisti. È il primo luglio e Latina sta attraversando la strada quando alla sua sinistra spunta una ciclista che lo schiva per poco, senza cambiare minimamente il suo percorso. D’impulso l’ex professore 59enne estrae una pistola d’autodifesa capace di sparare delle salve di resina al peperoncino a 200 km/h ad una distanza di 4 metri. Una reazione decisamente sopra le righe che, però, non ha avuto conseguenza dato che la distanza di sicurezza per evitare di ferire il bersaglio non era rispettata, impedendo a Latina di sparare. Fortuna per la ciclista, dunque. Ma la lotta di Ralf Latina continua questa volta a livello istituzionale con una petizione consegnata al Gran Consiglio ginevrino a favore di un reinserimento della vignetta per le bici e, perché no, addirittura di una targa di riconoscimento, per poter così identificare i pirati a pedali. Un'iniziativa che è stata accolta di buon grado dall’associazione dei ciclisti Pro Velo che vede nella proposta uno strumento per diminuire i furti di biciclette. La battaglia di Latina proseguirà. Il 59enne pensa di puntare direttamente Berna per chiedere che le multe ed i controlli ai ciclisti vengano aumentati. Dal canto suo Pro Velo, ammette che possa esistere una certa leggerezza nel rispetto delle regole stradali per molti ciclisti, ma anche che l’aumentare dei controlli comporterebbe troppi costi inutili, meglio passare per una massiccia campagna di prevenzione già in programma per i prossimi tre anni.
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