
Il rifiuto espresso ieri alle urne dal popolo svizzero nei confronti dell'iniziativa dell'UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!» ha suscitato sollievo tra le principali testate giornalistiche del Paese, sebbene l'orientamento generale inviti a non cedere a facili trionfalismi. I commentatori di tutte le regioni linguistiche del Paese concordano sul fatto che l'elettorato abbia dimostrato una notevole maturità democratica, preferendo la razionalità all'emotività.
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Il successo del «no» non deve tradursi in un trionfo a porte chiuse. L'UDC è risultata poco credibile nel presentare un'iniziativa sull'immigrazione camuffata da proposta ecologista e di sostenibilità, ma i vincitori hanno ammesso che le criticità esistono. Se si vuole mettere al sicuro la via bilaterale, i partiti devono ora presentare risposte concrete sui temi che preoccupano i cittadini, come la carenza di alloggi, il sostegno ai lavoratori anziani e gli abusi nel settore dell'asilo.
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Il risultato è un chiaro segnale d'allarme: gran parte della società è stanca e desidera una crescita demografica più contenuta, ma non è stata disposta a correre i gravissimi rischi economici e di politica estera che un «sì» avrebbe comportato. L'iniziativa dell'UDC è stata giudicata estrema, ma i contrari non possono ignorare il messaggio di fondo delle urne: il partito ha esagerato nei toni, ma il problema alla base esiste ed è reale.
BLICK
Il dibattito ha messo in luce un preoccupante immobilismo della politica svizzera, incapace da tempo di varare grandi riforme strutturali nonostante l'accordo unanime, da destra a sinistra, sui problemi legati a trasporti e alloggi. Per uscire dallo stallo, il campo borghese deve muoversi per rendere i salari più attrattivi per i residenti, mentre la sinistra deve smetterla con l'ostruzionismo sistematico e fare concessioni per sbloccare l'edilizia abitativa.
NEUE ZÜRCHER ZEITUNG
Il popolo svizzero ha confermato la sua storica riluttanza verso le decisioni di pancia, premiando la campagna del fronte del «no» che è riuscita a focalizzare l'attenzione pubblica sui pericoli economici. Tuttavia, il dibattito sulla migrazione è tutt'altro che chiuso: la percentuale relativamente alta di voti favorevoli dimostra che le questioni legate alla gestione degli spazi, alle infrastrutture e all'aumento della popolazione rimarranno al centro dell'agenda politica.
LE TEMPS
Il rifiuto dell'iniziativa rappresenta una bella vittoria contro la xenofobia e il ripiegamento su se stessi, con Ginevra in prima fila nel respingere il testo nonostante le forti pressioni locali su affitti e trasporti. Tuttavia, la tregua sarà breve: la stabilità dei rapporti con l'Europa sarà nuovamente al centro dell'attenzione con i futuri dibattiti sui Bilaterali III, e i sostenitori degli accordi dovranno dimostrare di saper risolvere i problemi quotidiani cavalcati dall'UDC.
24 HEURES/TRIBUNE DE GENÈVE
In un panorama internazionale instabile e teso, l'elettorato svizzero ha saggiamente rifiutato di aggiungere ulteriore disordine al caos globale. Ciononostante, il voto rappresenta un severo monito per il Governo: quasi il 45% dei cittadini si è detto pronto a far saltare gli accordi bilaterali pur di frenare la crescita demografica, e le autorità dovranno urgentemente trovare il modo di mitigare il malcontento di questa corposa minoranza.

