
Ridurre il canone radio-tv da 335 a 300 franchi, come proposto oggi dal Consiglio federale, non basta. Per le associazioni editoriali Schweizer media, Medias suisses e Stampa svizzera "occorre urgentemente ridefinire il mandato della SSR, in particolare le attività online che entrano in concorrenza diretta con l'offerta dei mezzi di comunicazione privati". Questo, si legge nel comunicato stampa, "mette a repentaglio la disponibilità di informazioni".
La concorrenza tra SSR e media privati
Per le associazioni degli editori "la sovrapposizione di offerte mediatiche a pagamento con quelle che devono essere finanziate dalla pubblicità e dagli utenti, porta a crescenti distorsioni del mercato che mettono a repentaglio lo sviluppo economico dei media privati". Per questo "accolgono con favore l'intenzione del Consiglio federale di ridefinire il mandato della SSR". I media privati, continua la nota, "stanno mettendo a punto modelli di pagamento per le loro offerte digitali al fine di garantire il finanziamento del giornalismo. Questi sforzi sono però vanificati dall'offerta online della SSR, accessibile gratuitamente. Recenti studi condotti in Germania e Austria dimostrano come l'offerta gratuita delle emittenti pubbliche incida negativamente sull'utilizzo e sulla disponibilità a pagare delle offerte a pagamento dei media privati. Con l'intensificarsi delle attività online, la SSR si allontana nettamente dal suo mandato, mettendo così a repentaglio il consolidato sistema duale dei media con i media privati e la SSR. Si tratta di una situazione che va risolta con urgenza e in modo chiaro mediante una ridefinizione del contratto o della concessione. Solo in questo modo sarà garantita la pluralità dei mezzi di comunicazione e l'adeguata e diversificata offerta mediatica ai cittadini con contenuti giornalistici in Svizzera.
"Non vanno ridotte le quote di canone per i media privati"
Per le associazioni degli editori "è essenziale che, in caso di riduzione delle imposte di bilancio, non si riducano in alcun modo le quote di canone per le emittenti radiotelevisive private, al contrario, le quote di canone vanno aumentate per le emittenti radiotelevisive regionali al fine di rafforzare in modo significativo l'offerta di informazioni a livello regionale. Nelle prossime settimane le associazioni degli editori discuteranno approfonditamente i piani del Consiglio federale e parteciperanno attivamente al processo di audizioni proposto, che durerà fino al 1° febbraio 2024".

