
Jean-Michel Cina si dimette dalla presidenza della SSR dopo quasi dieci anni di mandato. Lo ha comunicato oggi la stessa SSR, precisando che resterà in carica fino alla nomina del suo successore, prevista per la primavera del 2027.
La decisione, si legge in una nota, giunge in un momento ritenuto opportuno per l'azienda. «È giunto il momento giusto per affidare la presidenza del CdA a nuove mani», ha dichiarato Cina, citato nel comunicato. Dal canto suo la SSR elogia il vallesano per aver guidato l'azienda con successo attraverso «tempi impegnativi e talvolta turbolenti».
Il cambio al vertice avviene in una fase cruciale per la radiotelevisione pubblica. Il progetto strategico di trasformazione «Enavant», avviato nel 2024, sta entrando nella fase di implementazione, mentre il nuovo Comitato direttivo ha iniziato la sua attività in aprile.
L'obiettivo è creare un'azienda mediatica «più digitale, snella e agile». A tal fine, la SSR sta attuando un ampio programma di risparmio, reso necessario dalla decisione del Consiglio federale di ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 300 franchi all'anno per economia domestica. Questo comporterà, secondo le stime, un taglio di circa 900 posti di lavoro entro il 2029.
Durante il suo mandato, Jean-Michel Cina ha guidato l'azienda attraverso due votazioni popolari federali. Nel 2018 l'iniziativa «No Billag» è stata respinta con circa il 72% dei voti, mentre nella primavera del 2026 l'iniziativa «200 franchi bastano!» è stata bocciata con il 62% circa di «no».
Il comunicato menziona anche il suo impegno nella trasformazione strategica dell'azienda e nel riorientamento della strategia dell'associazione mantello. Su sua iniziativa, in particolare, è stato sviluppato un «modello d'impatto» per verificare in modo sistematico le ricadute sociali della SSR.
La successione viene preparata da un Comitato Personale straordinario del Consiglio di amministrazione. L'obiettivo è proporre una candidatura all'Assemblea dei delegati nella primavera del 2027. Fino ad allora, Cina continuerà a esercitare pienamente le sue funzioni.

