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Svizzera
SSR, Gilles Marchand lascia in anticipo l'incarico
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Il direttore generale lascia prima del periodo di votazione sull'iniziativa "200 franchi bastano" in modo che possa entrare in funzione una nuova direzione generale.

Gilles Marchand, direttore generale della SSR, lascerà il suo incarico. Lo rende noto la stessa azienda. In questo modo la SSR intende prepararsi alle scadenze politiche che la attendono, in particolare per quanto riguarda l'iniziativa "200 franchi bastano!", la cui votazione è prevista nel 2026, e la negoziazione della nuova Concessione nel 2027. "Si tratta della migliore decisione possibile nell'interesse dell'azienda", commenta Marchand. "La SSR deve prepararsi a un nuovo ciclo caratterizzato dalla votazione sull'iniziativa, dai negoziati per la nuova Concessione SSR e dello sviluppo di un nuovo piano finanziario a medio termine".

Il motivo

Gilles Marchand avrebbe dovuto restare in carica fino al raggiungimento del 65° anno di età, a inizio 2027, si legge nella nota diramata dalla SSR. Ma questo avrebbe implicato un processo di successione nel 2026, in pieno periodo di votazione. Considerato questo scenario, il Consiglio d'amministrazione e il Direttore generale hanno deciso di comune accordo di anticipare il processo, affinché già a inizio 2025 sia pronta a entrare in funzione una nuova direzione generale.

Si cerca il successore

Il posto di Direttrice o Direttore generale sarà messo a concorso in tempi brevi e il processo sarà condotto dal Comitato Personale del Consiglio d'amministrazione, sotto la presidenza di Jean-Michel Cina. Marchand continuerà a dirigere la SSR fino all'entrata in funzione della persona che lo sostituirà e porterà avanti l'attuazione dei progetti in corso.

La carriera di Marchand

Gilles Marchand è stato dapprima direttore di TSR (2001-2009) e in seguito alla convergenza, di cui è stato uno dei fautori, di RTS (2010-2017). Dal 2017 è direttore generale della SSR. Questo periodo, ricorda l'azienda, "è stato marcato in particolare dal rifiuto dell'iniziativa "No Billag" da parte di oltre il 70% nel 2018, nonché dalla profonda trasformazione digitale del servizio pubblico audiovisivo e da investimenti sempre più massicci in produzioni svizzere (film, serie e documentari) accompagnati dall'introduzione della piattaforma streaming nazionale Play Suisse".