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Svizzera
SSR: convergenza radio e tv anche in Svizzera tedesca e romanda
Redazione
17 anni fa

In futuro radio, tv e internet coopereranno di più in seno alla Società svizzera di radiotelevisione: lo hanno comunicato stamane i vertici di SRG SSR idée suisse, che per far fronte agli accresciuti problemi finanziari intendono anche ridurre l'offerta di programmi. Il progetto di convergenza deciso ieri dal Consiglio di amministrazione di SSR prevede il raggruppamento delle unità redazionali regionali nella Svizzera tedesca e romanda sulla scia di quanto già successo nella Svizzera italiana e romancia. "La convergenza non è un'invenzione di SRG SSR, bensì un fatto largamente diffuso nel nostro ramo", ha dichiarato a Berna davanti alla stampa il direttore generale Armin Walpen. La riorganizzazione è stata avviata per mantenere una posizione dominante sul mercato sfruttando le sinergie. "Se non riuscissimo a compiere questa trasformazione, a medio termine non potremmo soddisfare le aspettative del pubblico e nemmeno garantire i posti di lavoro", ha detto Walpen, aggiungendo che "la vita punisce i ritardatari", una citazione dell'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov. "Non ha senso se cinque giornalisti si mettono a fare una biografia del presidente degli Stati Uniti Barack Obama", ha dal canto suo osservato Daniel Eckmann, direttore generale aggiunto. I Cda regionali istituiranno quindi direzioni di progetto col compito di preparare la riorganizzazione senza favorire il predominio di un mezzo di comunicazione sull'altro. La nomina dei direttori, che ha già creato accese discussioni, avverrà solo dopo che il Cda avrà approvato i singoli progetti, mentre le nove ubicazioni principali nelle quattro regioni linguistiche verranno mantenute. Anche sul fronte finanziario si impongono dei cambiamenti, complice la difficile situazione congiunturale che ha ridotto in particolare le entrate pubblicitarie televisive. L'anno scorso la SSR ha registrato un deficit, superiore alle aspettative, di 79 milioni di franchi e anche per quest'anno è previsto un disavanzo, stimato a 25 milioni dal direttore delle finanze Daniel Jorio. Per contrastare le perdite che perdurano ormai dal 2006, in dicembre il Cda ha deciso di varare un ulteriore pacchetto di risparmi, che comprende una riduzione dei programmi e un congelamento dei posti di lavoro. L'aumento del canone non è invece all'ordine del giorno. ATS

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