
Dovrà lasciare definitivamente la Svizzera una cittadina turca accusata di aver contratto un matrimonio di comodi per poter beneficiare di un permesso di dimora.
La donna, arrivata in Svizzera nel 2001 a 35anni, aveva sposato il nipote di 16 anni più giovane e nell’ambito della procedura di ricongiungimento familiare le era stato rilasciato un permesso di dimora. Le autorità, però, non erano a conoscenza del legame parentale tra i due e 5 anni dopo, nonostante la coppia vivesse separata (senza tuttavia volersi separare definitivamente), la donna aveva ricevuto un permesso di dimora.
Nel 2010 era però giunta una segnalazione all’Ufficio della migrazione del Canton Zurigo che denunciava il matrimonio di comodo tra i due e il loro legame di parentela. Gli accertamenti condotti dalle autorità zurighesi hanno in seguito pconfermato le accuse (il marito era il figlio della sorella di lei) e nel 2016 il Tribunale di Pfäffikon ha dichiarato nullo il matrimonio tra i due.
Nel giugno del 2015 l’Ufficio della migrazione le aveva ritirato il permesso di dimora intimandole di lasciare il Paese. La decisione è stata confermata dal Tribunale amministrativo del Canton Zurigo e la donna aveva in seguito ricorso al Tribunale federale.
I giudici di Losanna hanno però dato ragione alle autorità zurighesi, evidenziando come un permesso di dimora possa essere ritirato in presenza di indicazioni false fornite dalla coppia al momento di contrarre il matrimonio. Il Tribunale federale ha inoltre concordato nel ritenere l’unione “di comodo” e ha pertanto respinto il ricorso della donna, che dovrà così pagare le spese giudiziarie di 2'000 franchi e lasciare la Svizzera.
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