
Oggi è il grande giorno dell’incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin, tra Stati Uniti e Russia. Il riavvicinamento tra le due superpotenze, lo sappiamo, avviene in Svizzera, a Ginevra. Un incontro che attira un incredibile interesse, ma che è anche un incredibile lavoro logistico. Tra chi se ne deve occupare vi è Mauro Poggia, consigliere di Stato del Canton Ginevra e responsabile proprio della sicurezza. Ieri sera Teleticino lo ha intervistato e, a sorpresa, ha scoperto che è l’unico che non spera di incontrare Joe Biden. “No, non è previsto che lo incontri e spero di non doverlo incontrare. Se dovesse accadere, vorrebbe dire che ci sono dei problemi di sicurezza, dunque lasciamo la diplomazia svolgersi normalmente. È il lavoro del nostro presidente della Confederazione e del ministro degli affari esteri incontrare Biden”, ha raccontato.
“Una nuova partenza per il multilateralismo”
Poggia ha definito l’occasione ginevrina come “una nuova partenza per il multilateralismo internazionale, che purtroppo era stato messo tra parentesi durante la presidenza Trump”. Ma più che di politica, le autorità cantonali si devono preoccupare che tutto funzioni. “Ci sono questioni diplomatiche, che sono in mano al Dipartimento federale degli affari esteri. Poi ci sono evidentemente dei requisiti di sicurezza che sono stati chiesti dalle due delegazioni. Ancora ieri ci hanno chiesto delle misure supplementari, noi siamo qua assolutamente per facilitare questo incontro. Che finalmente queste persone possano parlarsi, perché è il primo scopo di questo incontro riprendere un dialogo che si era interrotto e dimostrare che la Svizzera è il territorio sul quale si può incontrarsi con la neutralità e i buoni uffici che abbiamo sempre presentato”, ha spiegato Poggia.
“Un onore e una responsabilità”
Per Mauro Poggia partecipare all’organizzazione dell’evento è “prima di tutto è un grande onore poter accogliere questo incontro a Ginevra. Ma è chiaramente anche una grande responsabilità, siamo stati aiutati dal Dipartimento federale degli affari esteri, siamo stati aiutati dagli altri Cantoni svizzeri, tra cui il Ticino, che ha messo a disposizione delle forze di polizia”. Impegnato sul campo anche l’Esercito. Così il ruolo del cantone si fa di coordinamento: “Fare in modo che queste forze siano coordinate e che tutti si sentano messi a disposizione di una giusta causa, che ciascuno conosca i suoi compiti”.
Massima sicurezza
Quando i leader delle grandi potenze si spostano, si sposta più di un aereo. È tutto un sistema: basti pensare che gli americani si portano la benzina per le automobili. “Perché non vogliono avere nessun problema. Ci possono essere dei problemi con le benzine e delle macchine e degli aerei”, ha detto Poggia. “L’ultima peripezia è stata ieri, che hanno voluto che si liberi l’altra sponda del lago, non quella sulla quale c’è l’incontro ma l’altra parte, perché ci sia una conferenza stampa con tutta la sicurezza voluta dal presidente Biden”.
A Ginevra tremila giornalisti
È presto per immaginare le conseguenze per Ginevra e per la Svizzera in generale. Per Poggia, comunque, ospitare un appuntamento di tale portata è già moltissimo. “Tremila giornalisti sono qui a Ginevra per seguire questo incontro, tutti ne parlano. Il fatto che Ginevra possa essere il territorio sul quale si possono incontrare i grandi di questo mondo, penso che sia un messaggio importante. Non solo per Ginevra, ma per tutta la Svizzera”.
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