
"Non dobbiamo pentirci di qualche cosa, è stata fatta un'alleanza tecnica che aveva due scopi: salvaguardare 4 seggi dei due partiti al Consiglio nazionale e, se possibile, rafforzare la doppia presenza al Consiglio degli stati. Dietro non c'era un vero disegno politico di lungo termine, questo potrà essere studiato se si supera lo scoglio: l'elezione di Lombardi con Merlini".
Così ieri sera a caldo l’ex presidente del PLR svizzero Fulvio Pelli. L’alleanza tecnica – per alcuni del mal di pancia – verrà valutata solo dopo il ballottaggio. In realtà c’è già chi parla di scelta perdente, anche per il nazionale. Fabio Pontiggia, dalle pagine del Corriere, spiega che l’alleanza PLR PPD è perdente perché a salvare Marco Romano, superato da Fabio Regazzi, sono stati gli 8'278 voti dei verdi Liberali, senza i quali l’ottavo seggio sarebbe andato alla Lega. L’alleanza tecnica, insomma, da sola non bastava. Ci sono volute le briciole dei verdi liberali, circa 200 schede. Di che mettere in dubbio l’alleanza di centro ancora prima di attendere l’esito del ballottaggio che per Merlini si preannuncia in salita, nonostante le raccomandazioni di area.
"Abbiamo dato delle indicazioni - commenta il presidente del PPD Fiorenzo Dadò ai microfoni di TeleTicino - ho spedito 3'500 lettere ai nostri aderenti chiedendo di sostenere il ticket Lombardi-Merlini. Ma l'elettore è libero di votare chi vuole. Posso chiedere, ma non posso imporre di votare una persona. Sosteniamo il ticket Lombardi-Merlini, spero che i PPD ci aiutino".
I dubbi sull’opportunità dell’alleanza rimangono anche alla luce del risultato dei singoli partiti. Il PLR è sceso al 20,5% contro il 23,7% del 2015. Il PPD ha lasciato sul campo quasi due punti percentuali. Dal 18.25 del 2015 al 16.33%. Una parte dell’elettorato non ha digerito la congiunzione. Indicativo il voto di Merlini a Lugano, finito dietro a Marina Carobbio.
E proprio Giovanni Merlini analizza: "Questa congiunzione ha anche creato qualche resistenza e qualche mal di pancia che può aver portato diversi PLR ad astenersi dal voto o a votare scheda bianca. 1+1 in politica non fa 2. Per l’esame finale si dovrà quindi attendere il 17 novembre, a quel momento PLR e PPD dovranno decidere cosa fare del mal di pancia. Intanto la politica ticinese si sta polarizzando".
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