
Il presidente francese Emmanuel Macron vuole creare un consiglio direttivo dello Spazio Schengen. La Svizzera dovrebbe esservi rappresentata, ha dichiarato oggi a Lilla la consigliera federale Karin Keller-Sutter poco prima della riunione informale dei ministri della giustizia e degli interni.
La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp) ieri sera ha potuto discutere brevemente dell’argomento con Macron, dopo la presentazione della proposta fatta dallo stesso presidente francese a Tourcoing. “Ha dato una risposta molto positiva. Va da sé che la Svizzera ne farà parte”, ha aggiunto Keller-Sutter.
Al centro la migrazione
Al centro della riunione dei ministri dell’Interno figurano Schengen e la migrazione. I ministri discuteranno in particolare dei migranti in seno all’Europa, una realtà ribattezzata ‘migrazione secondaria’. “Sin dalla presentazione due anni fa da parte della Commissione europea della riforma dei pacchetti Schengen e Dublino, percepisco un nuovo slancio”, ha dichiarato Keller-Sutter. A quanto pare la Francia ha la forza di portare avanti le cose, ha aggiunto.
La protezione delle frontiere esterne è centrale e costituisce una priorità anche per la Svizzera. Si tratta della controparte alla libertà di viaggiare nello Spazio Schengen, ha dichiarato la consigliera federale, facendo allusione al referendum lanciato in Svizzera contro il finanziamento di Frontex. La Confederazione fa parte dell’area Schengen, nella quale è possibile viaggiare liberamente. Complessivamente 26 Paesi europei ne fanno parte. La politica di asilo dell’UE è disciplinata dall’accordo di Dublino e anche Berna vi partecipa
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