
“In caso di guerra, la Svizzera potrebbe difendere il suo spazio aereo per un mese al massimo”. È quanto ha dichiarato il capo dell’esercito Thomas Süssli in un’intervista rilasciata alla Schweiz am Wochenende.
F-35 insufficienti?
Sebbene secondo Süssli la Svizzera non sia attualmente direttamente sotto minaccia, a causa del conflitto ucraino sono comunque state potenziate le capacità cyber e la polizia aerea. A suo parere, per una difesa adeguata, quattro jet da combattimento dovrebbero essere sempre in volo. A questo proposito, persino l’arrivo di 36 aerei F-35 (voto popolare permettendo) potrebbe non essere sufficiente, in quanto la capacità di difesa dello spazio aereo si esaurirebbe dopo solo un mese.
Collaborazione estera
Interrogato sull’eventualità di un’adesione svizzera alla Nato, il militare ha affermato che questo tema non è all’ordine del giorno. “Tuttavia, se la Svizzera fosse coinvolta in una guerra – ha aggiunto Süssli – i suoi obblighi di neutralità verrebbero meno e potrebbe, per esempio, collaborare con i Paesi vicini. Per questo è importante che i sistemi militari elvetici siano compatibili con quelli dei Paesi che ci circondano e che vengano organizzate esercitazioni comuni”. Süssli ha poi fatto sapere che la Svizzera sta valutando la partecipazione a progetti europei nell’ambito aeronautico e militare.
Sorpresi
Nell’intervista, il capo dell’esercito ha spiegato come i servizi segreti e militari seguissero da vicino i movimenti russi già prima dell’invasione. “Già il 12 febbraio credevamo che un attacco fosse imminente”, ma che questo si sarebbe limitato al Donbass. “Era per noi improbabile che le truppe russe si sarebbero spinte fino a Kiev”.
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