
La giovane che a Zurigo nel 2020 aveva sparato mortalmente al padre ha agito per legittima difesa: il tribunale distrettuale della città sulla Limmat ha quindi assolto la oggi 21enne dall'accusa di omicidio intenzionale. Il Ministero pubblico aveva chiesto invano cinque anni di detenzione per omicidio. Il verdetto non è ancora passato in giudicato. Secondo la sentenza, l'imputata riceve un risarcimento di circa 16'000 franchi. Il Tribunale ha ritenuto si trattasse di omicidio commesso in situazione di legittima difesa.
La vicenda
I fatti risalgono al 24 settembre 2020 a Zurigo, nell'appartamento di famiglia. L'imputata, all'epoca 18enne, ha sentito i genitori litigare nella loro camera da letto. Sapendo quanto fosse violento il padre, aveva paura per la madre, ha detto ai giudici. Quando è entrata nella stanza dove si trovavano i genitori, ha visto il padre sparare con una pistola al braccio della madre e apprestarsi a strangolarla. La giovane, aveva quindi spinto il padre facendolo cadere sul letto, ma l'uomo alzatosi aveva continuato l'aggressione e minacciato di uccidere tutta la famiglia. Il procuratore ha riconosciuto che la giovane avesse sparato per paura di morire e per proteggere la madre. A suo avviso, tuttavia, il padre non rappresentava più un pericolo immediato una volta che era sdraiato sul letto senza un'arma in pugno. L'imputata sapeva che i suoi colpi potevano uccidere il padre e, secondo l'accusa, la ragazza ha voluto ucciderlo, per cui non lo considerava un atto di legittima difesa. La difesa ha invocato invece - con successo - la legittima difesa e quindi l'assoluzione.

